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Il commento di padre Giovanni Ladiana agli ultimi casi di associazioni colpite da indagini

La gratuità è l’antidoto alla corruzione dell’antimafia

di Redazione Web 28/10/2016

di Giovanni Ladiana - Da anni si susseguono inchieste e denunce verso persone e associazioni fiorite nell’anti ‘ndrangheta. Non stupisce perché, ogni volta che si sveglia l’attenzione su una questione, molti si fanno coinvolgere; ma vi s’inseriscono anche avvoltoi, che fiutano affari o amicizie che fruttano denaro o scalate sociali. Ma fa specie che quando se ne parla si tende a generalizzare. E anche questo fa il gioco della ‘ndrangheta. Questi fatti, invece, dovrebbero porci dinanzi alla necessità di discernere cosa chiama tutti a maggiore responsabilità; e poiché come movimento ReggioNonTace abbiamo riflettuto molto e spesso sulle ragioni della Gratuità, ne parlerò a partire dalla nostra esperienza. Dalla nostra nascita ci siamo confrontati su questo tema, ritenendolo fondamentale, perché il nostro fine è solo quello di contribuire al risveglio delle Coscienze. E l’abbiamo tradotto in una scelta concreta: rimanere movimento e non diventare associazione; il che implica l’impossibilità di ricevere e chiedere finanziamenti. Questo, ci garantisce la libertà da padrini e padroni e ci consente uno stile di relazioni, all’interno e verso l’esterno, che impedisce avvicinamenti inquinanti e ci dà credibilità. E infatti tanti hanno condiviso con noi la nostra scelta: a tutte le iniziative che quasi ogni mese da oltre 6 anni abbiamo creato per riflettere, coloro che ci hanno aiutati hanno accettato di farlo gratuitamente. Ma c’è una ragione di fondo che ci fa ritenere essenziale la Gratuità nella lotta contro la ‘ndrangheta e riguarda la responsabilità della Coscienza personale e sociale: il nostro impegno di cittadini per la liberazione da una piaga sociale non può dipendere dal denaro. C’è chi ritiene che così non s’ottengono risultati; ma proprio qui sta la credibilità d’una Coscienza: se obbedisce al dovere che nasce dalla sofferenza generata dall’oppressione ‘nranghetista, non teme d’operare indipendentemente dal risultato finale. La situazione attuale di dominio ‘ndranghetista e di cointeressenze dura da decenni e la gran parte dei cittadini se n’è assuefatta (per l’abitudine alla ricerca di favori o per rassegnazione interessata); non ci si può illudere, quindi, che la sconfitta della ‘ndrangheta sia a portata di mano. Ma non si lotta contro l’ingiustizia se si vince, bensì per responsabilità, e con la credibilità di chi ci mette la faccia. Per questo sono necessari tempi lunghi per la formazione della Coscienza, capace di renderla fedele nella durezza della durata del tempo. La Coscienza responsabile, allora, sperimenta la Gratuità anche da segni clamorosi, perché si lascia misurare dall’EuTòpia; che non è la marcia verso un luogo che verrebbe dopo, ma il cammino misurato solo dalla Bellezza già sperimentata e riconosciuta; e che s’è resa riconoscibile proprio per la sua Gratuità. Come sta accadendo a coloro con cui stiamo imparando a fare rete. Una famiglia ha dato in comodato d’uso gratuito, a noi gesuiti, una casa e stanno venendo ad abitarci associazioni e movimenti che vivono l’assoluta Gratuità e la libertà da padrini: oltre a Reggio-NonTace, gruppi che s’occupano d’economia solidale (microcredito, MAG, lotta e formazione antiusura, un consorzio di piccoli produttori etici), gruppi musicali (che offrono gratuitamente a ragazzini poveri la possibilità d’imparare a suonare), un gruppo che difende il territorio, un centro d’ascolto per persone malate di tumore. Quest’estate abbiamo creato iniziative comuni firmandoci sem–plici e matti. Ora, se matto è considerato chi rinuncia al denaro, sem–plice chiede una precisazione; non significa ingenuotto, ma deriva da semel plecto: piego le ginocchia solo una volta, perché le piego solo dinanzi alla mia Coscienza. Ci è chiaro che questo modo di procedere non sarà convincente per tutti; ma siamo pienamente convinti che è l’unico modo per vedere già oggi la vera sconfitta della ‘ndrangheta: perché ci fa liberi dal potere d’imprigionarci sotto il suo giogo. Per questo motivo, negli ultimi anni ci stiamo impegnando anche a promuovere gli Istituti di partecipazione previsti dallo Statuto comunale, perché il cambiamento inizia davvero solo se le decisioni che riguardano tutti saranno prese nel confronto tra le Amministrazioni e i cittadini e non con circoli privati, o sostenendo chi, p. es., ritiene che le interdittive antimafia sono un ostacolo alla crescita economica e motivo di perdita di posti di lavoro. E oggi, divenuti più consapevoli, sappiamo bene che possiamo e dobbiamo riprenderci tutti la vita, personale e sociale, nella nostra città. E non solo per la credibilità del lavoro della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, ma perché ci sono cittadini credibili che hanno aperto varchi di libertà per tutti.

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