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Il Capo dello Stato a Rimini: «Abbiamo bisogno di sentirci più comunità»

50° comunità Giovanni XIII, Mattarella: «Nessuno sia scartato»

di Redazione Web 07/12/2018

“Siete testimoni, siete propagatori di speranza, che si fa concreta e diviene realtà se, come diceva don Oreste Benzi, metto la mia vita con la tua vita, se comincio a costruire insieme agli altri qualcosa che inizialmente appare difficile, ma poi si rivela uno straordinario salto in avanti verso una condizione di giustizia maggiore”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento stamani al Palacongressi di Rimini, dove si è svolta la celebrazione dei 50 anni della Comunità Papa Giovanni XXIII. “Abbiamo bisogno di sentirci più comunità, nel nostro come negli altri Paesi, aiutare chi ha maggiore bisogno, tendere la mano agli ultimi per portarli fuori da una condizione di marginalità, accogliere i più poveri per condividere con loro un percorso di crescita sociale – ha aggiunto il Capo dello Stato -. Non sono solo atti di solidarietà, ma impegni che arricchiscono anzitutto chi se ne rende artefici”. Il presidente ha poi indicato “l’ambiente in cui l’individuo riesce a realizzarsi”, cioè “la comunità”, che “rimuove gli ostacoli e le barriere che creano emarginazione, iniquità”. Poi l’attenzione del presidente Matterella si è concentrata sulle disuguaglianze: “Nella società non ci possono essere scarti, ma soltanto cittadini di identico rango e di uguale importanza sociale”. “Dobbiamo abbattere le barriere che discriminano. Vi sono barriere che sono reali, altre che sono di convinzione, di mentalità. Sono barriere che creano esclusione e pregiudizi”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento stamani al Palacongressi di Rimini, dove si è svolta la celebrazione dei 50 anni della Comunità Papa Giovanni XXIII. “Occorre coraggio, ma andare incontro agli altri per realizzarsi insieme è la nostra realtà, la nostra più profonda vocazione”, ha evidenziato il Capo dello Stato. Mattarella si è ancora soffermato sulle “diversità che rendono la nostra vita più aperta, completa, più vivace e anche più forte”. Quindi, l’incoraggiamento a “superare le barriere che creano cattiva abitudine”. Parlando della tratta di esseri umani, il presidente della Repubblica ha indicato “un impegno molto forte per quanto ci riguarda, un impegno inderogabile” per “combattere senza tregua la tratta degli esseri umani e la riduzione in schiavitù”. “Questa piaga non è debellata – ha aggiunto -. Lo vediamo nelle nostre strade. Nessuno può mettere a tacere la propria coscienza di fronte al persistere di questo mercato infame. Meno che mai può farlo lo Stato. E non può esserci incertezza o confusione”. Il Capo dello Stato ha ribadito che “non sono le vittime della tratta a dover essere perseguite ma gli sfruttatori”. “L’azione di contrasto va svolta nel nostro Paese, al suo interno, ma anche sul piano internazionale. E quest’opera va integrata con politiche di cooperazione e progetti di pace e di sviluppo”. 

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