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Un'articolata e intensa giornata di dibattiti e approfondimenti sui temi del contrasto alla criminalità organizzata

Arturo Bova: ''Un codice etico per le candidature in Calabria''

di Redazione Web 14/12/2018

Un'articolata e intensa giornata di dibattiti e approfondimenti sui temi del contrasto alla criminalità organizzata, mettendo insieme le voci di tutti gli addetti ai lavori: magistrati, autorità politiche e militari, sindacati e associazioni. Insieme nella giornata dell'anti 'ndrangheta organizzata dalla commissione regionale Antimafia e dal suo presidente Arturo Bova, per tracciare un orizzonte verso cui indirizzare l'azione pubblica. Tra gli interventi più attesi quelli del procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho che ha posto l'accento sulla necessità di alcune modifiche normative per migliorare l'impianto della legislazione antimafia in Italia: "Sotto il profilo normativo - ha affermato - vedo l'esigenza di intervenire con provvedimenti di fermo nei casi di reati perpetuati nel tempo o di natura permanente, laddove invece si dovrebbe attendere un'ordinanza di custodia per mesi o anni, mentre il fermo invece consentirebbe di interrompere l'attivita' criminosa mafiosa. Dal lato dei processi - ha aggiunto il procuratore nazionale antimafia - consentire una maggiore rapidità, e questo può avvenire intervenendo sui meccanismi di comunicazione e notificazione, perchè a volte i processi tornano indietro per un difetto di notificazione o si ritardano per la difficolta' di raggiungere i soggetti che devono essere avvisati: ecco, riuscire a creare un meccanismo per cui, dopo la prima notificazione, diventa un onere della parte conoscere a quale ulteriore udienza e' andato il processo, qualunque cosa accada, probabilmente - ha concluso De Raho - sarebbe un ulteriore passo avanti".

Arturo Bova ha annunciato la volontà di introdurre un codice etico che già dalle prossime elezioni regionali possa filtrare le candidature scomode, soffermandosi in termini critici anche sul fatto che alla giornata non abbia preso parte alcun esponente politico e istituzionale del capoluogo di regione. "La nostra regione, - ha aggiunto Bova - non solo è prima come terra di mafia, ma è anche prima come terra di antimafia. E' bello avere un primato diverso di produzione di legalita'".  Il presidente della Regione, Mario Oliverio, ha dedicato il suo intervento al contrasto alle mafie sul piano culturale ed educativo. "Il contrasto alla criminalità organizzata - ha detto -passa attraverso il lavoro delle Forze dell'ordine e della magistratura, ma soprattutto attraverso la crescita della consapevolezza dei cittadini, in particolare dei giovani che sono i messaggeri di freschezza e di energia che possono consentire di allargare il fronte e di prosciugare l'acqua torbida nella quale il pesce mafioso della criminalità organizzata si alimenta". Diverse, nel corso della giornata, le testimonianze di magistrati e addetti ai lavori ma anche di vittime della mano pesante delle cosche, come Gaetano Saffioti, imprenditore della Piana di Gioia Tauro e testimone di giustizia: "Voglio sfatare un luogo comune, quello per cui quando si denuncia la criminalità organizzata si fa una vita di sofferenza e c'è un prezzo da pagare: io quasi quasi dico di aver ricevuto un premio". "Se tornassi indietro - ha proseguito Saffioti - rifarei la stessa scelta non una ma un milione di volte. Non voglio convincere nessuno, semplicemente voglio rendere tutti consapevoli che e' possibile denunciare se vogliamo il bene della Calabria e dei nostri figli".

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