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Tutti e cinque gli ultimi cinque governatori sono tutti finiti sotto la lente degli inquirenti

Calabria, il poco invidiabile record dei governatori indagati

di Redazione Web 18/12/2018

Calabria, bufera in Regione. L’indagine “Lande Desolate” ha fatto ripiombare la Giunta regionale dentro i tribunali. Non è la prima volta che accade: l’esecutivo precedente, infatti, visse un epilogo segnato dalle dimissioni dell’ex presidente, Giuseppe Scopelliti nel 2014.
 
Scopelliti è in carcere dove sta scontando una pena definitiva di 4 anni e 7 mesi per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico nel “Caso Fallara”. Le contestazioni a suo carico sono riconducibili agli anni del “Modello Reggio”, cioè quando governava l’amministrazione civica di Reggio Calabria.
In realtà, a scorrere nel recente passato dei presidenti regionali calabresi si può evidenziare come gli ultimi cinque governatori siano tutti finiti sotto la lente degli inquirenti. Nel centrosinistra, un altro ex governatore della Calabria (dal 1999 al 2000), Luigi Meduri è stato arrestato nel 2015 per una storia di tangenti che vedeva coinvolta anche l’Anas. Nei mesi scorsi, Meduri però è stato assolto dalle accuse «perché il fatto non sussiste».
 
Il suo successore, Giuseppe Chiaravalloti - magistrato di lungo corso, prestato alla politica – finì nello tsunami giudiziario della Procura di Catanzaro del 2006 con tre indagini condotte dall’epoca sostituto procuratore, Luigi De Magistris: si trattò delle inchieste “Poseidone”, “Dinasty2” e “Why not” dove fu accusato di frode, corruzione e abuso d’ufficio. In due casi fu prosciolto, mentre nel celebre processo “Why not” sopraggiunse la prescrizione nel 2013.
Nello stesso procedimento fu indagato anche Agazio Loiero, al quale cedette la poltrona di presidente della Giunta regionale nel 2005, che fu assolto per «non aver commesso il fatto».
 
Proprio l’ex ministro agli Affari Regionali del governo Amato fu indagato persino prima della sue elezione a governatore: nel 1994, fu imputato per peculato e abuso d’ufficio per lo scandalo dei fondi neri Sisde, accusa decaduta nel 2000 per assoluzione. Nello stesso anno, la Procura antimafia di Reggio Caabria ottenne il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa per i presunti rapporti col clan Piromalli. Fu la stessa pubblica accusa a chiederne l’assoluzione. Medesima richiesta fu disposta anche in seguito all’inchiesta sulla sanità calabrese, dove Loiero, nel 2008, fu prosciolto dal Gip dall’accusa di turbativa d’asta.

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