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Il parroco di Arangea pronunciò il suo «sì» al Signore nel 1988

Don Piero Catalano, trent’anni al servizio di tutti

di Redazione Web 20/12/2018

di Melina Ciancia - Per festeggiare il 30esimo anniversario di ordinazione sacerdotale di don Piero Catalano, parroco di Arangea, la comunità parrocchiale si è riunita attorno al suo Pastore in una veglia di preghiera nella serata di venerdì scorso: tra incensi, canti, invocazioni e silenzi, l’Adorazione Eucaristica ha rappresentato «un momento di preghiera e di ringraziamento per il dono del sacerdozio – come ha ricordato il diacono Marcello Maragucci – perché spesso ci si dimentica che senza i sacerdoti, Dio potrebbe apparire più lontano a tutti gli uomini della terra». E sabato, nel giorno della solennità dell’Immacolata Concezione, è stata concelebrata una messa nella chiesa parrocchiale dei Santi Giovanni Nepomuceno e Filippo Neri, presieduta dallo stesso don Piero: «Ricordo il giorno della mia ordinazione nel duomo di Reggio, unico prete ordinato in quel giorno da monsignor Aurelio Sorrentino – ha detto durante l’omelia – : emozione e totale abbandono a Dio nel mio “Sì” che somiglia a quello di Maria all’arcangelo Gabriele che, pur meravigliandosi, si piegò col cuore alla volontà di Dio». Don Piero aveva conosciuto il mondo del volontariato attraverso il Movimento dei Focolari e l’esperienza a Loppiano lo segnò profondamente tanto che l’8 dicembre 1988 pronunciò il suo «Eccomi» consacrando la sua vita a Dio. Nei primi anni di sacerdozio fu nominato parroco a Roccaforte del Greco e San Pantaleone, poi arrivò Totò Polimeni, un grande medico che aveva a cuore la condizione dei tossicodipendenti reggini e chiese a don Piero di aprire un centro di recupero. Dopo due anni fu inaugurato il Cereso, Centro Reggino di Solidarietà. Poi, la parrocchia di Trunca. Negli anni che seguirono don Piero divenne un fiume in piena a favore dei bisognosi, aprì una casa di accoglienza per i malati di Aids e una casa per i clochard all’Eremo. «Nel ventennio che seguì mi fu affidata la parrocchia di Arangea e la missione di parroco ebbe il sopravvento». «Qui ad Arangea – ha aggiunto – è stato un crescere insieme alla comunità, perfezionarmi come cristiano e come discepolo autentico alla sequela di Gesù e di Maria, segnato dal ministero dell’esorcista». La scelta del vescovo ha segnato il percorso cristiano di don Piero che oggi accoglie uomini e donne da tutta la Calabria che accorrono giornalmente da lui per essere liberati da possessioni, infestazioni ed ogni sorta di maleficio che satana distribuisce nel mondo. «L’arma più potente contro satana – assicura don Piero – è la preghiera: solo l’intimità con Gesù e Maria riesce a sconfiggere il male».

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