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Nota stampa dell'associazione degli industriali che solidarizzano con Eduardo Lamberto Castronuovo

De Blasi. Confindustria: ''Assurdo pastrocchio burocratico''

di Redazione Web 21/12/2018

“La chiusura del laboratorio di analisi cliniche ‘De Blasi’ è una notizia che non esitiamo a definire drammatica per la città di Reggio Calabria e rappresenta l’epilogo di una vicenda che ha stremato un imprenditore che ha dato tanto a questo territorio, dimostrando sempre lungimiranza, coraggio e onestà, ma che oggi si ritrova schiacciato dal peso di un assurdo pastrocchio burocratico”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa di Confindustria Reggio Calabria. “Gli imprenditori reggini – prosegue la nota – sono vicini sul piano umano, prima ancora che professionale e istituzionale, a Eduardo Lamberti Castronuovo e alla famiglie dei suoi lavoratori, che in tutti questi anni hanno garantito alla comunità metropolitana un servizio sanitario di altissimo livello. Non possiamo accettare che l’istituto ‘De Blasi’ chiuda nel silenzio e nel disinteresse generale, quel disinteresse che purtroppo, dobbiamo ammetterlo con grande amarezza, ha contraddistinto le istituzioni”.

Gli industriali reggini proseguono: “Nelle scorse settimane, in un clima di profonda sfiducia, avevamo provato a dare la scossa agli attori del territorio, invitandoli ad un tavolo tecnico-operativo sui problemi della sanità, tra i quali quello dei laboratori di analisi cliniche che rappresentava una delle questioni più gravi e urgenti. Avevamo sottoposto, in un dossier, questi gravi e urgenti problemi all’attenzione delle istituzioni ma ad oggi non si sono intraviste vie d’uscita. Adesso la situazione della sanità reggina si è ulteriormente aggravata ed è arrivata a un punto di non ritorno. Il diritto alla salute dei cittadini, costituzionalmente garantito, è sempre più un miraggio. Se anche un imprenditore della visione e della tempra di Eduardo Lamberti Castronuovo è costretto a gettare la spugna, con una conseguente e gravissima emorragia nel già esangue tessuto occupazionale del territorio, allora – conclude Confindustria Reggio Calabria – significa che per questa città non c’è davvero alcun futuro”.

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