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I giudici hanno rigettato l'istanza di revoca della misura cautelare che era stata presentata dal difensore

Il Tribunale conferma l’obbligo di dimora per Oliverio

di Redazione Web 28/12/2018

Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha confermato l'obbligo di dimora a carico del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. I giudici hanno rigettato l'istanza di revoca della misura cautelare che era stata presentata dal difensore di Oliverio, l'avvocato Vincenzo Belvedere, e che era stata discussa ieri davanti il Tribunale, che si era riservato la decisione.

La pronuncia del Riesame riguarda l'accusa per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta "Lande Desolate" della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro su presunti appalti "pilotati". Proprio si era appreso che la stessa Dda di Catanzaro ha emesso nei confronti di Oliverio un avviso di garanzia nel quale viene ipotizzato a suo carico anche il reato di corruzione.

Oliverio e' sottoposto all'obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, il centro del cosentino in cui risiede, dal 17 dicembre scorso, nell'ambito dell'operazione "Lande desolate", condotta dalla Guardia di finanza con il coordinamento della Dda di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri. La misura cautelare e' stata emessa dal Gip di catanzaro, Pietro Care'. La Dda aveva chiesto per Oliverio gli arresti domiciliari. Ad Oliverio viene contestato, in particolare, il reato di abuso d'ufficio in relazione a due appalti gestiti dalla Regione per la realizzazione della sciovia di Lorica e dell'aviosuperficie di Scalea, affidati entrambi all'impresa di costruzioni "Barbieri srl". Per il titolare dell'impresa, Giorgio Ottavio Barbieri, coinvolto nella stessa inchiesta, e' stata disposta la custodia cautelare in carcere. Barbieri e' ritenuto vicino alla cosca di 'ndrangheta dei Muto di Cetraro. Nell'ambito della stessa inchiesta la misura degli arresti domiciliari era stata disposta nei confronti del dirigente del dipartimento Programmazione nazionale e comunitaria della Regione Calabria, Luigi Zinno, mentre un'altra dirigente regionale, Paola Rizzo, responsabile del Settore di coordinamento e sorveglianza Por Fesr, era stata sospesa.

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