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Emigrazione giovanile, in 15 anni andati via per motivi di studio e lavoro in 180mila

Il 2019 sia l'anno per i giovani: finalmente liberi di scegliere

di Redazione Web 10/01/2019

di Nicola Irto * - Il mio primo pensiero, in questo nuovo anno, va ai giovani calabresi. Sono la speranza della nostra regione e noi siamo tenuti a prenderci cura di loro. Alle ragazze e ai ragazzi di questa terra rivolgo l’augurio di poter esercitare uno dei diritti più importanti: quello di scegliere. Scegliere se rimanere in Calabria o andare altrove, per inseguire sogni, attitudini e inclinazioni.

Per assicurare questa libertà, la nostra classe dirigente deve lavorare ancora di più nei prossimi dodici mesi, nella consapevolezza che il capitale umano rappresenta la più importante, preziosa e irrinunciabile risorsa di cui disponga la società calabrese. Purtroppo l’emigrazione giovanile è una delle questioni più gravi con cui da sempre facciamo i conti. Dai principali osservatori socio-economici del Paese, lo scorso anno, sono stati forniti dati che indicano un impoverimento profondo del tessuto sociale delle regioni del Mezzogiorno. In questo contesto, storicamente, spicca la Calabria, che negli ultimi quindici anni ha visto andare via 180mila ragazzi.

In Consiglio regionale abbiamo posto la questione giovanile tra le più urgenti da affrontare, soprattutto perché, da giovane cittadino chiamato a guidare l’Assemblea legislativa calabrese, ho sempre sentito la necessità di pensare ai tanti coetanei che non hanno avuto ancora l’opportunità di realizzarsi nel lavoro e nella società.

Gli investimenti programmati grazie ai fondi della politica di coesione europea e della politica agricola comune, su cui la Regione ha raggiunto i target prefissati entro la fine del 2018, nel tempo produrranno benefici sull’occupazione, soprattutto giovanile, e sulla modernizzazione del tessuto produttivo regionale. L’investimento di 128 milioni di euro sull’alta formazione universitaria, attraverso un accordo stipulato con gli atenei calabresi, contribuirà a sostenere l’attività di ricerca e l’innovazione, aumentando la competitività del sistema Calabria.

In Consiglio, in particolare, abbiamo deciso di lanciare un segnale forte verso i giovani, tagliando ingenti risorse ai “costi della politica” e destinando alla cultura i fondi risparmiati. Un impegno concretizzato anche attraverso il prelievo di solidarietà sui vitalizi degli ex consiglieri regionali, con i relativi fondi destinati al diritto allo studio.

Sono perfettamente consapevole che tutto questo non è sufficiente, ma sono convinto che un primo passo importante sia stato compiuto.

Per raggiungere le energie più fresche, però, non bastano i provvedimenti legislativi. Occorre anche un pieno coinvolgimento nei processi democratici dei giovani che, assieme agli intellettuali calabresi, devono diventare i primi protagonisti del cambiamento che vogliamo realizzare. Nel 2018 abbiamo ragionato spesso sulla necessità di trasformare la narrazione della Calabria per diffondere l’immagine migliore della nostra terra. Il 2019 dovrà essere l’anno in cui questa idea diventerà progetto e il pensiero si tramuterà in azione, perché davvero questa regione possa conoscere la dimensione della speranza e della crescita.

* presidente del Consiglio regionale

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