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Il presidente della Conferenza episcopale italiana, ha concluso l'introduzione al Consiglio permanente dei vescovi italiani col pensiero rivolto al centro calabrese

Bassetti: «Grazie agli abitanti di Torre di Melissa»

di Redazione Web 15/01/2019

Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha concluso l'introduzione al Consiglio permanente dei vescovi italiani con «un duplice ringraziamento e un appello».

«Il primo grazie - ha affermato Bassetti - lo rivolgo agli abitanti di Torre di Melissa. Mentre sul migrante e sulla persona fragile stentiamo perfino a confrontarci con serenità, pronti come siamo a scaricare su di loro un malcontento sociale che – come sostiene papa Francesco – "enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza", la piccola comunità sulla costa crotonese ha scritto una pagina di segno contrario. A fronte di quella cinquantina di profughi abbandonati in balìa delle onde, sindaco, forze dell’ordine, volontari e semplici cittadini hanno saputo esprimere una solidarietà corale. Sui poveri non ci è dato di dividerci, né di agire per approssimazione: la stessa posizione geografica del nostro Paese e, ancor più, la nostra storia e la nostra cultura, ci affidano una responsabilità nel Mediterraneo come in Europa».

«Il secondo grazie lo voglio rivolgere a quanti – non da ultimo le testate giornalistiche – si sono adoperati per evitare il raddoppio della tassazione sugli enti che svolgono attività non profit. Sono grato al presidente del Consiglio dei ministri – che già aveva sottolineato il ruolo determinante del Terzo settore – di aver annunciato questo pomeriggio che l’agevolazione sarà ripristinata. È il riconoscimento di un mondo di valori e progetti, di uno spazio educativo e formativo all’insegna della gratuità e del servizio; spazio di impegno civile, teso alla costruzione del bene comune. Più di ieri - ha evidenziato il presidente dei vescovi italiani - c’è bisogno di questa società civile organizzata, c’è bisogno dei corpi intermedi, di quella sussidiarietà che risponde alle povertà e ai bisogni con la forza dell’esperienza e della creatività, della professionalità e delle buone relazioni».

E infine un appello: «È l’orizzonte su cui il 18 gennaio di cent’anni fa don Luigi Sturzo fondava il Partito popolare italiano, con l’attenzione a coniugare l’integralità del cristianesimo con il rispetto della laicità della politica, anche per evitare – come diceva lo stesso Sturzo – che "la religione venga compromessa in agitazioni politiche e in ire di parte". Va in questa medesima direzione anche l’appello con cui concludo: governare il Paese significa servirlo e curarlo come se lo si dovesse riconsegnare in ogni momento. Ai liberi e forti di oggi dico: lavorate insieme per l’unità del Paese, fate rete, condividete esperienza e innovazione. Come Chiesa - ha concluso Bassetti - assicuro che faremo la nostra parte con pazienza e coraggio, senza cercare interessi di bottega, per meritarci fino in fondo la considerazione e la stima del nostro popolo».

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