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La casa concessa dal Comune non è soltanto un ricovero dai rigori invernali: si cena tutti insieme per stimolare l’ascolto e la condivisione

Giorni freddi, ma cuori caldi alla casa di Pietrastorta

di Francesco Creazzo 20/01/2019

La pioggia cade fitta, la tramontana è gelida sulle colline che sovrastano la sponda reggina dello Stretto. È lì che, dai primi giorni del nuovo anno, è attiva una casa per proteggere chi, normalmente vive in strada. È il piano freddo nato dalla sinergia tra il Comune di Reggio e la Caritas diocesana: un piccolo immobile di proprietà comunale è stato adibito, grazie a un protocollo siglato a Palazzo San Giorgio il 18 dicembre scorso, a rifugio temporaneo per i senzatetto della città, nei giorni più freddi dell’anno. Importante anche l’apporto dell’Atam: l’azienda metropolitana del trasporto pubblico ha dedicato una linea speciale al servizio che, ogni pomeriggio, fa il giro del centro cittadino e poi porta in struttura gli ospiti della piccola casa. Una casa umile che ha conosciuto tante storie: inizialmente utilizzata per l’assistenza alle persone con difficoltà psichiatriche, venne poi adibita a struttura d’accoglienza per i migranti minori non accompagnati: i disegni che raffigurano le speranze e i ricordi dei bambini arrivati in Italia sono ancora alle pareti, quasi a ricordare a tutti che, tra chi vive il dramma della povertà, non c’è alcuna differenza. Una quindicina di brandine, ben ordinate nelle quattro stanze della casa, sono state messe a disposizione dalla Protezione civile e sistemate dai volontari dell’associazione Abakhi, cui la Carittas ha affidato la gestione operativa del «Piano freddo». Sono proprio i volontari ad aver trasformato quello che inizialmente doveva essere soltanto un ricovero dove passare la notte in qualcosa che assomiglia a una vera casa. Gli ospiti arrivano intorno alle 19 e i volontari li accolgono con un tè caldo, accanto a una delle piccole stufe elettriche che hanno portato da casa per riscaldare gli ambienti. Poi si sta tutti insieme in una stanza arredata rusticamente: un tavolino, qualche poltrona, un televisore e quattro chiacchiere per accompagnare la cena. Uno spazio per socializzare, per ascoltare le storie delle persone che ogni sera si rifugiano nella struttura, rimessa in sesto dai volontari. Gli stessi volontari che, ogni sera, fanno il giro della città per avvertire chi non ha una casa della possibilità di lasciare il proprio giaciglio di fortuna e andare a dormire in un posto caldo, per poi far loro compagnia, preparare la cena e infine dormire con loro, come loro, in struttura, su una brandina nella stanzetta di servizio. Un impegno ben sisntetizzato anche dal direttore della Caritas diocesana don Nino Pangallo nella lettera con la quale annunciava la nuova iniziativa a favore degli ultimi della comunità: «L’emergenza freddo – scriveva il sacerdote – costituisce un momento delicato da affrontare. Ci auguriamo che tutte le persone fragili che vivono sulla strada possano trovare luoghi di accoglienza e di fraternità. Chiediamo ai Centri di ascolto alle parrocchie ai volontari di divulgare in tutti in modi possibili, anche se sappiamo che il metodo migliore è l’incontro e la conoscenza personale, la possibilità che c’è per chi vive in strada, sapendo che è a rischio la loro stessa vita. È questo che motiva il nostro agire, riuscire a risparmiare dalla solitudine e dalla morte i nostri fratelli, condividendo la loro stessa vita». Il centro di Pietrastorta sarà aperto fino alla metà del mese di marzo.

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