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La laica reggina è scomparsa stanotte: le esequie saranno presiedute dall'arcivescovo, monsignor Fiorini Morosini

Diocesi Reggio, Maria Mariotti è tornata alla Casa del Padre

di Redazione Web 24/01/2019

Questa notte è tornata alla casa del Padre, Maria Mariotti, consacrata dell'Ordo Virginum dell'arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova che nell'impegno ecclesiale del Meic ha dedicato tutta la sua vita al servizio della chiesa di Dio. Le esequie, presiedute dall'arcivescovo,  monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, si svolgeranno nella nostra Cattedrale sabato 26 alle ore 15.00.
 
Maria Mariotti nacque il 18 maggio 1915, precedendo di qualche giorno l’entrata dell’Italia nella Grande Guerra. Compiuti gli studi a Reggio, si iscrisse alla Cattolica e si laureò con una tesi su Immanuel Kant. Docente di filosofia, formò intere generazioni di alunni. Animò la vita religiosa della diocesi di Reggio-Bova. Fu attiva nell’Azione Cattolica, nelle sezioni  della FUCI e del MEIC. Memore del motto paolino “Caritas Christi urget nos”, donò il suolo su cui fu edificato il centro per la cura della disabilità, intitolato ai suoi genitori Tripepi-Mariotti. Diede notevole impulso alla ricerca storica con la promozione della Deputazione di storia patria, che diresse per circa vent’anni.  Sul Dizionario storico del movimento cattolico italiano redasse  alcune brevi biografie di scrittori reggini, tra i quali D. L. Raschellà. Pubblicò nel 1969 con l’Editrice Antenore di Padova l’opera Forme di collaborazione tra vescovi e laici in Calabria negli ultimi cento anni. Si evidenzia la raccolta di scritti intitolati Chiesa e società nel Mezzogiorno, pubblicati dall’Editore Rubbettino in onore appunto di Maria Mariotti.

È stata la prima donna ad essere eletta consigliera comunale nella sua città alle prime amministrative del 1946. Gaetano Cingari di lei scrisse: “Tra autorità fasciste e Azione Cattolica non era mancato qualche screzio per la questione del “distintivo” già nel periodo di Pujia (il federale D’Aloia soprattutto s’adombrava di vederne qualcuno dell’Azione Cattolica nell’occhiello della giacca di taluni impiegati), ma la presenza del nuovo arcivescovo Enrico Montalbetti aveva suscitato una più intensa attività cattolica, pur mantenuta “nell’ambito delle leggi”. Nulla di esplicitamente antifascista, beninteso, e tuttavia un lavoro organizzativo che nei metodi e nelle finalità cozzava col sistema egemone e nel quale si irrobustivano o si preparavano quadri dirigenti destinati più oltre ad una presenza critica nell’ambito stesso del posteriore rilancio del movimento cattolico democratico reggino: in particolare Domenico Lodovico Raschellà, già presidente diocesano della gioventù di Azione Cattolica, e Maria Mariotti, allora ai primi passi del suo lungo impegno”.

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