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La «seconda vita» del campo di concentramento che è museo dal 2004; ospiti di quest'anno: monsignor Satriano e monsignor Oliverio

Ferramonti di Tarsia, l’ex lager diventato spazio culturale

di Redazione Web 27/01/2019

Il Museo della Memoria «Ferramonti di Tarsia» nacque nel 2004 con l’intento di conservare concretamente l’identità e la memoria storica, nonché preservare e diffondere il patrimonio storico, del campo di concentramento. Aperto nel giugno del 1940, Ferramonti fu il più grande campo di concentramento fascista italiano. Vi furono internati ebrei stranieri presenti sul territorio italiano, ebrei italiani, antifascisti italiani e stranieri (dal 1941), gruppi di cinesi e profughi politici. Passato dopo l’8 settembre sotto la gestione del comando alleato, fu sgomberato definitivamente nel settembre 1945. Destinato per lunghi anni a saccheggi e distruzioni, il campo fu recuperato all’inizio degli anni Novanta grazie al paziente lavoro dello storico Francesco Folino e alla sensibilità delle istituzioni pubbliche. Furono ristrutturate due baracche, in cui vennero realizzati un Museo e una sala convegni. Il Museo fu inaugurato il 25 aprile 2004. L’ingente collezione del museo è costituita da documenti, foto degli internati e schede della polizia, lettere dei familiari, oggetti personali. La storia del campo è raccontata in un percorso che si snoda negli antichi padiglioni ristrutturati e che espone, in un allestimento museale, i documenti ufficiali, i ricordi, fotografie, disegni e video provenienti dalla realtà del Ferramonti. Il Museo è sede di incontri ed eventi dedicati alla Shoah, della Resistenza e più in generale alle tematiche della memoria. E anche quest’anno, il prossimo 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, si è strutturata una settimana di incontri. Dal 23 gennaio con la presentazione, a cura della Casa Editrice Brenner, del volume “Foto e racconti; dal web al cartaceo; alchimie letterarie” presso la Biblioteca Gustav Brenner del Campo di Ferramonti al 25 gennaio con un videomessaggio da parte dell’Ambasciatore di Ferramonti per l’America Latina, Damian Dellaqueva, sul tema dei diritti umani e progettualità culturale. E ancora: il 26 gennaio: il giornalista televisivo Michele Cucuzza ha presentato “Voci per un dialogo interreligioso”, partendo dal testo “Il Sogno di Dio sulla nostra Chiesa” dell’Eparca di Lungro, Donato Oliverio. Infine, oggi, 27 gennaio: alla presenza del vescovo di Rossano–Cariati, monsignor Giuseppe Satriano, del prefetto di Cosenza, Paola Galeone, che consegnerà, presso il Campo di Ferramonti di Tarsia, le medaglie d’onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager, tra cui Roque Pugliese, consigliere della Comunità Ebraica di Napoli e referente per la Regione Calabria.

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