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Intervengono i tecnici dell'Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria

San Ferdinando, l'allarme dell'Arpacal sui liquami

di Federico Minniti 09/11/2016

Torniamo ad occuparci del canalone dei veleni di San Ferdinando. Dopo l'ultimo tavolo tecnico del 26 settembre 2016, in cui il Corap ha intimato alla Iam, rispettivamente proprietario e manutentore dell'impianto, di ripulire il canale di scolo delle acque bianche di San Ferdinando. Operazione portata avanti, ma che non ha prodotto alcun risultato visto il continuo formarsi della pozza avvelenata a pochi metri dal mare in cui sono stati riversati liquami pericolosi, come conferma l'Arpacal.



Quì Arpacal - La nota

“In base a quanto finora riscontrato permane una situazione di criticità e vulnerabilità del sito, oggetto di immissioni imprevedibili ed illecite di rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi da parte di ignoti”. È quanto afferma l’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) in riferimento alle sostanze sversate illecitamente nel canalone di servizio all’area portuale posta sul confine tra i comuni di Gioia Tauro e San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria. Mentre è diminuita l’attenzione dei media sulla vicenda del canalone, l’Arpacal sta continuando a svolgere le proprie attività sui luoghi dove i comitati cittadini avevano denunciato, lo scorso 7 agosto, lo sversamento illecito di sostanze inquinanti; circostanza che l’Agenzia ambientale calabrese aveva segnalato alle autorità il 12 luglio scorso e, in occasione di un sopralluogo con la Capitaneria di Porto, nel dicembre del 2015. Così, come già fatto sul finire dello scorso mese di agosto, anche per il bimestre settembre ed ottobre il Dipartimento di Reggio Calabria dell’Arpacal, diretto dalla dr.ssa Giovanna Belmusto, attraverso i servizi tematici Acque, diretto dalla dr.ssa Letteria Settineri, e Suolo e Rifiuti, diretto dalla dr.ssa Angela Cardile, ha trasmesso alle autorità competenti una relazione sulle attività svolte, comprensiva di foto e dei verbali dei sopralluoghi svolti nonché dei rapporti di prova delle analisi eseguite sui campioni prelevati in quei luoghi. E, da ciò che si evidenzia nel corposo incartamento, continua l’emergenza perché gli sversamenti abusivi proseguono. L’intero report è scaricabile sul sito web dell’Arpacal (www.arpacal.it).

Seguiranno aggiornamenti.

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