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Monsignor Morosini: «Si tratta di un servizio di cristiana accoglienza, ancor più importante nella società attuale»

Tribunale interdiocesano, inaugurato l'Anno giudiziario

A impreziosire il momento è stata la prolusione di monsignor Hector Franceschi, ordinario della ''Santa Croce''

di Redazione Web 28/01/2019

L’Aula Magna “Vittorio Luigi Mondello” del Seminario arcivescovile “Pio XI” di Reggio Calabria ha ospitato l’inaugurazione dell’Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano calabro.

Al tavolo di presidenza siedevano monsignor Antonello Foderaro, che ha moderato i lavori, monsignor Vincenzo Bertolone, presidente della Conferenza episcopale calabra, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, moderatore del Tribunale ecclesiastico interdiocesano calabro (Teic), monsignor Vincenzo Varone, vicario giudiziale e monsignor Hector Franceschi, ordinario di Diritto matrimoniale canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce in Roma.

«Con l’aiuto del Diritto - ha detto il presidente dei vescovi calabresi, monsignor Bertolone - il Signore che da la vita trasformerà ogni pianto in un canto di bellezza».

Presenti ai lavori dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano calabro vi erano i vescovi della Calabria che sono riuniti, proprio presso i locali del Seminario arcivescovile “Pio XI” di Reggo Calabria, nella prima sessione della Conferenza episcopale calabra del 2019 nonché un ampia platea di autorità civili e militari di tutta la regione.



«Il rinnovamento delle strutture sarebbe sterile se non ci fosse il rinnovamento dell’animus che Papa Francesco ci ha chiesto - ha evidenziato monsignor Morosini - il pontefice parla esplicitamente di “conversione delle strutture ecclesiastiche”». «Si tratta di un servizio di cristiana accoglienza - ha proseguito il moderatore del Teic - ancor più in una società come questa in cui è diminuito l’aspetto etico-morale».

Dettagliato e interessante l’intervento del vicario giudiziale del Teic, monsignor Vincenzo Varone che ha tracciato un “bilancio” delle attività degli operatori del Diritto Canonico. «Il nostro servizio - ha sottolineato - va coniugato con tutte le altre attività pastorali delle nostre Chiese locali per salvaguardare l’importanza del bene-famiglia». Numeri (che saranno approfonditi nella versione cartacea del nostro settimanale, L'Avvenire di Calabria, in edicola domenica prossima) e storie sviscerate alla platea che ha letteralmente riempito tutti i posti a sedere dell'Aula magna del Seminario reggino.

Per monsignor Franceschi non è la prima volta in riva allo Stretto. «Cosa significa diritto? - si interroga il docente dell'Università pontificia della "Santa Croce" - La relazione coniugale è una realtà ricchissima». Per questo, ha evidenziato Hector Franceschi, «il sistema matrimoniale, più che un corpo normativo astratto che regola un istituto giuridico, è stato e deve continuare a essere una giusta risposta alle esigenze intrinseche della realtà coniugale».

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