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Parte l'anno accademico al polo universitario penitenziario

Le statistiche confermano che i detenuti che studiano hanno un indice di rientro in carcere bassissimo

di Redazione Web 01/02/2019

E’ stato inaugurato ieri mattina l’anno accademico della casa di reclusione di Rossano Calabro (Cosenza).

All’evento erano presenti rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, oltre che i detenuti del carcere che sono interessati alle lezioni del PUP, il Polo universitario penitenziario, nato e strutturato in collaborazione con l’Universita’ della Calabria. Nel carcere di Rossano vi sono quasi trecento detenuti, tra cui molti stranieri. Una trentina gli ergastolani.

Oggi i detenuti iscritti ai vari corsi di laurea sono ben 16. Un numero rilevante, visto che in tutta Italia sono circa 600. Quattro i già laureati: due nel 2017 e due nel corso del 2016. "Nel carcere di Rossano c’e’ un’offerta formativa che parte dalla scuola elementare ed arriva fino all’universita’ - dice il direttore del carcere rossanese, Giuseppe Carra’ - e bisogna considerare che alcuni dei laureati di oggi, quando sono entrati in carcere, non sapevano neanche firmare".

"Crediamo molto nell’istruzione e nella cultura - dice Massimo Parisi, Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria - nella possibilita’ che i detenuti si approprino di competenze che possano poi mettere a servizio di un loro progetto di vita futura".

"La cultura potra’ avere cosi’ un suo ruolo fondamentale anche nel coinvolgimento di queste persone sfortunate, - ha detto il Rettore dell’Unical, Gino Mirocle Crisci - che adesso potranno vedere una prospettiva nuova per la loro vita futura". In tutto sono 19 i detenuti, di diverse carceri del cosentino, che sono iscritti ai corsi dell’Unical.

"A Rossano sono la maggior parte e i piu’ attivi, c’e’ anche uno spazio apposito riservato allo studio, - dice Crisci All’Agi - non c’e’ piu’ nulla di improvvisato, come invece era prima, ora e’ tutto ben strutturato".

"C’e’ stato un giovane detenuto che ci ha detto che da quando ha scoperto questo mondo della conoscenza, si sente davvero cambiato dentro - sottolinea Crisci - e le statistiche infatti dicono che i detenuti che studiano hanno un indice di rientro in carcere bassissimo".

L’Universita’ della Calabria intende impegnarsi sempre di piu’ sul fronte dei corsi di laurea in carcere: sia nella Casa di Reclusione di Rossano che nelle Case Circondariali di Castrovillari, Cosenza e Paola, gli studenti di Giurisprudenza che sono iscritti al quinto anno, potranno svolgere attivita’ di tirocinio. Il Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Aziendali dell’Unical ha gia’ fatto un apposito bando e, prossimamente, ad ogni Istituto penitenziario verranno assegnati 2 tirocinanti per 4 mesi. L’Unical, dove ci siano casi di difficolta’ economiche, sostiene anche, in parte, il pagamento delle tasse universitarie dei detenuti. "Un giovane detenuto ci ha raccontato di come i genitori prima gli pagavano solo l’avvocato e adesso anche l’universita’, - conclude il rettore dell’Unical - ma, ci ha poi detto, io preferisco di gran lunga pagare le tasse piuttosto che gli avvocati!"

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