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Iniziative e laboratori per fare luce sul Gap, iniziativa finanziata da un bando della Fondazione con il Sud

Il volontariato contro l’azzardo

di Stefania Laganà 11/11/2016

Venticinque mesi di attività per contrastare il dilagante fenomeno del gioco d’azzardo patologico: il progetto «Dal circolo in Circolo», promosso dal Centro Reggino di Solidarietà e altre cinque associazioni del territorio di Reggio Calabria, è l’unica iniziativa reggina ad aggiudicarsi il finanziamento di Fondazione con il Sud per il bando Volontariato 2015 sulle reti locali. Siamo entrati – in esclusiva – all’interno della prima riunione di programmazione dei partners progettuali. Oltre il Cereso, si impegneranno, dal gennaio 2017: Artinsieme, Nuova Solidarietà, Centro Comunitario Agape, Giovani Domani e Il Tralcio. Inoltre il Comune di Reggio Calabria, già in fase preliminare ha dato disponibilità di coadiuvare le azioni previste dal progetto. Il network delle associazioni di volontariato coinvolte intende facilitare la messa in comune di risorse e strumenti già collaudati nelle singole realtà per coinvolgere in maniera attiva altri enti, cittadini, istituzioni, nuovi volontari, per contrastare il fenomeno del gioco patologico attraverso una serie di azioni che contrappongano all’ambiente chiuso e buio delle sale da gioco, la socialità della piazza, riqualificandone l’ambiente e curando gli spazi comuni. «Si realizzerà una banca del servizio, su piattaforma on line, – spiegano – in cui i volontari coinvolti e i cittadini saranno invitati a investire il loro tempo al servizio della piazza o delle stesse associazioni. Il programma rappresenta un modo propositivo di denunciare e contrastare un fenomeno che sempre più rende più povere le persone e i nuclei familiari, e nutre sacche di criminalità organizzata». Il programma di sostegno si muove per consentire alle associazioni di offrire il contributo alla costruzione di una comunità più attenta ai fenomeni che avvengono nel territorio, facendo leva sulle peculiarità delle attività ciascuna associazione e sulla capacità di accompagnare persone fragili (giovani, persone con disabilità, soggetti dipendenti) e renderli autonome, oltre che sulla loro capacità di fare rete con il territorio. Tante le aree cittadine, appunto, coinvolte: la Piazza Stazione di Pellaro, il Rione Marconi, la Piazza Castello, la Piazza di Sambatello, il Centro di Aggregazione ad Arghillà e Piazza Dante di Catona. Le zone individuate per l’intervento hanno tutte almeno una sala giochi o un bar o un tabacchino in cui poter «giocarsi» il proprio denaro. Attraverso l’attività di Formazione e Laboratoriale e quindi il «fare insieme», la rete intende condividere un nuovo mandato utilizzando quello che nella mission istituzionale ogni associazione possiede: la relazione educativa, il lavoro con persone fragili, le competenze comunicative, la conoscenza del mondo giovanile e del disagio, le reti di livello nazionali di collegamento, al fine di generare un circuito virtuoso nel territorio. La Banca del servizio produrrà valore e reciprocità. Il filo conduttore è: «nel gioco, se va bene, vinco io… se invece investo i miei talenti a servizio della comunità, vinciamo tutti». Questa è la logica della Banca del Servizio che intendiamo avviare, un luogo di relazioni, di scambi di reciprocità dove le associazioni possono incontrare nuovi volontari e anche metterli in rete, ma anche dove anche i nostri ospiti dei servizi possano sentirsi valorizzati come risorsa e non come problema, perché parte integrante del progetto. Sei Piazze restituite alla collettività, curate e ripensate dalla stessa comunità coinvolta attraverso l’attività di coinvolgimento e progettazione, con materiali di riciclo e con la filosofia dei materiali poveri, sono un segno per la città.

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