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Scivolone del ministro (leghista) alla Pubblica Istruzione e il vice-premier Di Mario invoca le scuse pubbliche

Bufera su Bussetti: «I meridionali? Devono impegnarsi di più»

di Redazione Web 11/02/2019

L’ennesima frattura nella maggioranza corre non sulla linea Torino-Lione, ma su quella disegnata dal fiume Garigliano. Stavolta sono le parole del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti sulle scuole del Sud che si devono impegnare, non fare solo affidamento sui fondi statali, a far insorgere il M5s (e non solo). E a far tornare in risalto le polemiche sull’antimeridionalismo della Lega, finite sottotraccia da quando il partito ha sposato una linea nazionale fino a togliere la parola 'Nord' dal simbolo.

Il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio prende il ministro in quota leghista di petto e gli chiede di scusarsi per aver detto «una fesseria ». È il governo, dice, che si deve impegnare sempre di più per le condizioni «indegne» in cui versano molti istituti. Il pari grado leghista blinda il ministro, ricordando che il governo gialloverde sta facendo per il Sud «quello che non aveva mai fatto nessuno » in sicurezza, scuola, pensioni, reddito, lotta alla mafia e difesa dell’agricoltura. «I fatti sono più forti di qualsiasi polemica», conclude.

Bussetti - avvicinato l’altro ieri ad Afragola, dove era in visita a un istituto scolastico, da una troupe che gli ha chiesto se per le scuole del Mezzogiorno ci volessero più fondi - ha risposto che «no, ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte, questo ci vuole». Non maggiori risorse, quindi ma «impegno, lavoro e sacrificio». Dichiarazioni che hanno sollevato un putiferio. Costringendo il ministro a precisare che «il Sud è sempre stato al centro della mia azione. Tutto si può dire tranne che io sia un ministro che guarda con disprezzo al Sud. Credo che i fatti parlano da soli». Bussetti parla di «video decontestualizzato» usato «per rappresentare un ministro ostile al Mezzogiorno». Mentre, assicura, «non lo sono, sarebbe ridicolo pensarlo». Le critiche a Bussetti arrivano sia dal mondo politico che da quello della scuola. Veemente la reazione del M5s. Partono i consiglieri regionali campani che parlano di «offesa» a tutto il Sud e agli insegnanti. Intervengono anche molti parlamentari M5s. Virginia Villani parla di «pregiudizi imbarazzanti ». Paola Nugnes ricorda che un ministro «non dovrebbe parlare così». Più sfumata la posizione dei pentastallati al Miur, il viceministro Lorenzo Fioramonti e il sottosegretario Salvatore Giuliano che danno per sottintesa, nello sprone di Bussetti, la valorizzazione del lavoro «eroico» della filiera scolastica al Sud. Insorgono anche le opposizioni che annunciano interrogazioni parlamentari e chiedono le dimissioni di Bussetti, accusato di aver rispolverato le tendenze secessioniste del Carroccio. Che invece si schiera a sua difesa. Per il sottosegretario a Palazzo Chigi con delega al Sud, Pina Castiello, leghista di Afragola, si tratta solo di un’«indegna gazzarra» basata su un «dato del tutto falso». Bussetti non avrebbe escluso fondi al Sud, ma solo sollecitato «una virtuosa politica organizzativa».

L’Associazione nazionale dei presidi ricorda al ministro che, «se ritiene che qualcuno non si impegni a sufficienza, dispone di tutti gli strumenti per intervenire». Tuttavia, attacca l’Anp, «forse ignora che, in molte aree del Sud, le scuole sono l’unico avamposto dello Stato». Critico anche il sindacato dei dirigenti scolastici Anief.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Reggio Calabria tramite il suo profilo Facebook: «Venerdì sono stato ospite di un istituto scolastico di Caivano, vicino Napoli, per rappresentare l’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani, ad un importante convegno sul cyberbullismo. Un tema estremamente serio, che riguarda molti dei nostri ragazzi, dei nostri figli. Con me c’era anche il Ministro dell’Istruzione, il leghista Bussetti che, qualche ora più tardi, alla domanda se arriveranno fondi alle scuole del Sud per recuperare il gap con le scuole del Nord, ha risposto: “Non servono i soldi. Ci vuole l’impegno del Sud. Vi dovete impegnare forte. Niente soldi. No. Questo ci vuole: lavoro, sacrificio, impegno. Lavoro, sacrificio, impegno”.  E vi invito a guardare il video non solo per ciò che dice ma per l’espressione del viso, per una mimica facciale che tradisce un vero disgusto verso il Sud, verso noi terroni. Il tutto in una atmosfera di gioia, di bambini con le bandierine, di staff dei ministeri in visibilio... Viene in mente un famoso striscione che qualche anno fa campeggiava negli stadi del nord: “Meridionale co***one tifi per me che ti chiamo terrone”! Provi, tuttavia, il ministro leghista, anche per un solo giorno, a vedere come lavorano gli insegnanti e gli studenti del Sud. Tocchi con mano l'impegno, il sacrificio, il lavoro, l'abnegazione, la dedizione, la passione che migliaia di professionisti mettono quotidianamente in campo per trasmettere cultura fra i banchi di scuola, in strutture purtroppo non proprio al meglio dell’efficienza; in contesti sociali dove la scuola, spesso, ti salva la vita. Sappia inoltre, il ministro leghista, che, negli anni, gli insegnanti del Sud sono andati al Nord a portare cultura, istruzione, educazione, storia - quella si - millenaria. Le scuole al Nord funzionano anche grazie ai tanti terroni; proprio per questo le sue dichiarazioni sono gravissime e sono l’evidente segno di un governo razzista, nei confronti del sud Italia e del mondo. Che sia in paese o a migliaia di chilometri di distanza da casa, i docenti meridionali non si risparmiano sapendo di ricevere molto meno di quel che danno. Bussetti si metta alla prova. Scruti direttamente coi suoi occhi, ascolti con le sue orecchie, viva in prima persona con umiltà ciò che per noi è così difficile da renderci comunque più forti. Potrebbe sembrare arduo, ma lo può fare. Bussetti, per un giorno o per un po', torni a scuola».

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