accedi | registrati | 13-11-2019

Gli organizzatori la definiscono una «grande maratona spirituale'»

La giornata del malato all'ospedale metropolitano

di Adele Zappia Punturi 14/02/2019

Quell’apparizione, a Lourdes, che nel secolo scorso ha cambiato il mondo, continua ancora oggi ad essere segno di speranza, nel considerare la malattia non un segno di “sconfitta” ma un mezzo per cercare in sé quella forza interiore che  trasforma la croce in apertura a Dio e alla sua grazia. La giornata mondiale del malato, che si celebra, appunto il giorno dell’apparizione della Vergine Maria a Bernardette, cioè l’11 febbraio, per il nostro Ospedale non rappresenta un evento che si risolve in una singola manifestazione ma, ormai, da anni è diventata una tradizione, sempre rinnovata, animata dal Cappellano Don Stefano, che rende vivo e palpitante per nove giorni, tale avvenimento con il coinvolgimento in ambito ospedaliero di tutto il mondo ecclesiale,  dei vari  Gruppi di volontariato, dei Gruppi preghiera, dei tanti movimenti, compreso il mondo sacerdotale che partecipa alle tante manifestazioni celebrative. Tutti mobilitati, dal 2 febbraio fino al giorno 11, pronti a mettere al centro della nostra attenzione la realtà dell’umanità ferita, che prima o poi coinvolge tutti in prima persona. Ogni Gruppo associativo o di preghiera, in questi nove giorni, vuole essere “Il Buon Samaritano” che non passa oltre al povero malcapitato, non si volge dall’altra parte, ma si ferma ad asciugare le sue lacrime, a curare le sue ferite; non sarà molto, ma solo così la vita vale la pena di essere vissuta.  La vita si vive se si dona. E’ questo il momento in cui ci si interroga su quanti “feriti” incontriamo sul nostro cammino, lasciando “ad altri” il compito di prendersene cura. Fermiamoci! Ascoltiamo ciò che l’altro esprime con la sua sofferenza, il male che lo abita, la sua malattia, le sue ferite, la sua solitudine.  Forse, in senso reale, non ci capiterà mai di vedere un ferito sulla strada, sarebbe anche facile chiamare il 118 e la nostra coscienza sarebbe così tranquilla, ma quante volte diventiamo IL “Levita” o il “Sacerdote” in tante situazioni che ci toccano da vicino, ma …. non è nostro compito risolvere. Quest’anno il novenario ha avuto inizio il 2 febbraio con la benedizione delle candele all’entrata dell’Ospedale e la processione verso la cappella, manifestazione animata dal Gruppo  “Rinnovamento nello Spirito Figlia di Sion “.     Il 3 febbraio “Giornata Nazionale per la vita” a cura del CAV (Centro Assistenza Vita)  ha avuto luogo, presso il Reparto maternità e Neonatologia.  Alle ore 11, la S. Messa  animata  dal “Gruppo Giovani Cammino neocatecumenale Parrocchia San Luca E.”, è stata celebrata da Don Stefano, il quale ha dato risalto con la sua omelia al dono della vita. La vita è un dono che Dio dispensa, sin dal primo istante del suo concepimento, è il suo “progetto divino”, come afferma il Profeta Geremia “Prima di formarti nel grembo materno ti conoscevo”.     Giorno 4.  Non poteva mancare in un ambiente ospedaliero la partecipazione, a cura di Marisa Micali, del Gruppo di San Giuseppe Moscati, grande medico del nostro meridione che ha lasciato i segni di una fede immensa con l’offerta della propria vita al servizio dei poveri e dei sofferenti. La celebrazione è stata officiata dal Sac. Mons. Giacomo D’Anna, assistente del Gruppo omonimo, alla presenza di una reliquia del Santo.       Nella mattinata di giorno 5 la stessa Reliquia ha fatto visita all’U.O. Terapia del dolore, visita richiesta con grande fede e devozione dal personale tutto, in particolare dal Dr. Francesco Quattrone, grande devoto del Santo. Dopo un momento di preghiera alla presenza dei pazienti in Day – Hospital, è stata collocata un’immagine del Santo, donata dalla Signora Marisa Micali, quindi la successiva benedizione del Reparto da parte del Cappellano.         Alle ore 16, altra celebrazione eucaristica nell’U.O. CHIRURGIA TORACICA  E VASCOLARE, animata dalla corale Parrocchia S.Maria di Porto Salvo di Gallico Marina e presieduta dal Parroco Don Antonio Vinci. La stessa Parrocchia ha offerto per giorno 11 febbraio, attraverso il Laboratorio Artistico, una splendida icona della Vergine di Lourdes, realizzata con petali di fiori e posta all’ingresso dell’ospedale, per accogliere   e intercedere per i suoi figli.      Continuando così, ogni giornata celebrativa ha avuto la sua caratteristica particolare, a seconda del Reparto e del celebrante.       Nel Reparto ORTOPEDIA, officiata dal Sac. Don Giuseppe Dieni di San Sperato e animata dal coro Parrocchiale, si è dato risalto al Sacramento dell’Unzione. Don Stefano , come già in altri Reparti, ha spiegato, in modo chiaro, la infondata paura dei malati di  ricevere questo Sacramento, puntualizzando che non riguarda il malato in punto di morte, ma il sofferente che attraverso questo olio benedetto riceve la forza dello Spirito di Dio per ottenere il rinvigorire del suo corpo e del suo spirito.    Venerdì 8 febbraio, è seguita la celebrazione nella zona del 3° Padiglione delle chirurgie, ossia in NEUROCHIRURGIA, Il Gruppo di Preghiera Padre Pio e il Gruppo della Divina Misericordia hanno animato la celebrazione officiata dal Vice Parroco di Lume di Pellaro, Don Giovanni Giordano. Il celebrante ha definito l’ospedale una GRANDE Parrocchia, ove ogni Reparto rappresenta una piccola particolare CHIESA, ove la sofferenza ci rimanda a Cristo; è lo stesso Cristo che soffre nel malato. Sabato   9 febbraio, è stata la volta del Reparto NEUROLOGIA, con la celebrazione di Don Danilo Latella, Assistente del Seminario Pio XI, vice parroco di San Pio X di Modena, Il Movimento vedovile “Alba Nuova” ha animato la celebrazione.  Questo neo sacerdote, riflettendo sulla dolorosa realtà ospedaliera ha compreso quale forza d’animo sia necessaria per esercitarvi il servizio, compreso quello religioso. Don Stefano ha confermato come la sua decennale esperienza, iniziata col pianto nel cuore per il mare di dolore da affrontare, sia sempre stata supportata dalla forza che viene da Dio. Nei giorni 9 e 10, tutte insieme le associazioni (ADOPAS, M.S.C., CENACOLO Maria Consolatrice, GOVV, AVO, Cenacolo mamma Natuzza, Amici della Nefrologia, Ex Allievi Salesiani, Gruppo del Cuore Eucaristico, Gruppo Rinnovamento nello Spirito, AIL, Movimento Alba Nuova, ABIO ) e i gruppi di preghiera, sono stati impegnati, come programmato, nei vari Reparti per la preghiera del santo Rosario. Da ogni letto si alzava flebile la voce dei sofferenti partecipanti alla preghiera mariana. Domenica 10 il Movimento di RINASCITA CRISTIANA, si è intrattenuta in cappella per un’ora di preghiera e poi per partecipare alla santa messa. Molta emozione ha suscitato il Movimento per l’intensità delle preghiere, per i canti, e per la celebrazione del neo sacerdote Don  Juan Manuel Cepeda, vice Parroco della Chiesa di Santa Caterina. Il celebrante ha esortato a vivere il nostro cristianesimo sul modello del Samaritano, che lascia tutto per prestare le cure al ferito; si è cristiani se  “LA PAROLA DIVENTA VITA”, così come disse  Pietro: “SULLA TUA PAROLA GETTERO’ LE RETI”., puntando la nostra vita sulla Parola.    Con la celebrazione di giorno 11 si è concluso il novenario per la giornata del malato, ormai, giunti al culmine delle festività la giornata ha assunto carattere di “solennità”. La funzione religiosa concelebrata, oltre che da Don Ivan Iacopino, Parroco di Brancaleone , da Don Marcello Salomone,  da Don Sebastiano Plutino e da Don Stefano Iacopino si è svolta con l’esaltazione della figura della Vergine Maria  che alle “Nozze di Cana” ha “provocato” il primo miracolo di Gesù.      La cerimonia ha avuto il suo culmine l’Unzione degli Infermi, alla presenza di molte Autorità del mondo sanitario e moltissimi altri presenti in cappella, sacramento effuso dai celebranti, coadiuvati dal Diacono Pino Martello.   Al termine della celebrazione c’è stato il saluto della Nuova Amministrazione Aziendale: Dr. Prejanò, Dr.Galletta, Dr. Araniti e Dr. Foti. Alle 19,30 la suggestiva fiaccolata lungo il perimetro esterno dell’ospedale, partendo dalla vecchia cappella e rientrando poi dall’ingresso principale, accompagnata dalla Banda Musicale di Ortì. Dalle finestre volti commossi assistevano al passaggio di corteo di preghiera, conforto del mondo sofferente. Per la prima volta fuochi d’artificio hanno chiuso con gioia questa festività, Dopo la fiaccolata, il maestro Roberto Caridi ha deliziato l’uditorio, nell’aula Spinelli, con il suo concerto della Banda Musicale di Reggio Calabria, con brani musicali e canti. Al termine sono state consegnate due targhe, a ricordo della 27°Giornata Mondiale del Malato, alla Banda Musicale di Reggio Cal. e alla Banda di Ortì, “La musica rievoca con l sue note la dolce melodia dell’Amore di Dio per l’uomo”. Targhe consegnate dal Cappellano a nome di tutta la realtà ospedaliera.  Sono passati nove giorni intensi, stanchi ma soddisfatti nel Signore per quello che attraverso la nostra povertà realizza. Concludendo, “Dulcis in fundo”: una dolce consumazione offerta dalle Associazioni ADOPAS e AIL.

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