accedi | registrati | 19-11-2019

Eroina, cocaina e ''speedball'' a prezzi stracciati

Eroina e cocaina a prezzi stracciati, cresce l'allarme

Viaggio in un'isola di degrado, frequentata dai disperati che vivono ai margini estremi della società

di Antonio Averaimo 19/02/2019

Da queste parti lo chiamano 'Rogoredo di Napoli', poiché proprio come il bosco che sorge a pochi chilometri dal centro di Milano, da parco pubblico è diventato il regno della droga e del degrado. Il parco della Marinella sorge accanto al porto di Napoli, nel cuore della città. Le grandi piazze di spaccio di Scampia sono lontane. Qui però si può trovare eroina, cocaina e 'speedball', un micidiale mix tra le due droghe, a prezzi stracciati.

La 'roba' è disponibile per tutti, a costi ultrabassi e senza distinzioni. Spesso le figure dello spacciatore e del tossicodipendente coincidono. E poi tanto, tanto alcol. Te ne puoi accorgere facilmente dalle decine e decine di bottiglie che, insieme ai materassi e ai tanti altri rifiuti che giacciono a terra, fanno della Marinella, oltre che una piazza di spaccio e di consumo, una vera e propria discarica a cielo aperto. L’Asl è stata costretta a distribuire siringhe per impedire la trasmissione delle malattie legate alle dipendenze. La Marinella doveva essere uno spazio verde destinato alle famiglie e ai loro bambini, invece è popolato da baracche di fortuna e da immondizia, frequentato e abitato da clochard e tossicodipendenti.

Anche in questo caso le due figure spesso coincidono. Proprio come a Rogoredo, i più sono stranieri. Ma anche qui non mancano i giovani italiani finiti nella rete delle dipendenze da alcol e droghe. L’8 febbraio c’è stato l’ennesimo sgombero disposto dalla polizia municipale e dalle altre forze dell’ordine. È l’ultimo di una lunga serie: via le baracche, via l’immondizia, il parco deve essere ripulito per poter diventare quello di cui si parla da almeno 15 anni. Cioè un luogo di relax e divertimento per i cittadini napoletani. Peccato che anche l’ultimo sgombero rischi di diventare l’ennesimo di una lunga serie di interventi andati a vuoto.

Le baracche, infatti, sono tornate. E con loro anche lo spaccio e il consumo di droga. Dopo l’ultima operazione, i vigili urbani di Napoli stanno cercando di monitorare la situazione. Ma, di fronte allo stallo dei lavori per la nuova Marinella, che dura da anni ormai, non è semplice aver ragione del degrado. «Questa situazione nasce da un contenzioso sui lavori del parco – spiega il comandante della polizia municipale di Napoli, Ciro Esposito –. Le lungaggini burocratiche hanno fatto sì che si venisse a creare questa baraccopoli ». Ma Esposito assicura: «La presenza delle forze dell’ordine aiuterà a limitare il fenomeno ».

Ancora più ottimistiche sono le previsioni dell’assessore comunale al Verde urbano, Ciro Borriello, dopo che la Cassazione ha messo fine al valzer dei ricorsi. Il progetto esecutivo non è ancora approdato in giunta, ma Borriello conferma che «a brevissimo ci saranno novità. I lavori partiranno fra uno o due mesi ».

Tutto pronto, secondo l’amministrazione comunale del capoluogo campano: al posto della baraccopoli della droga sorgerà un moderno parco con tre ettari di verde, una bouvette, giochi per bambini, ben 4.300 alberi e un maxi-impianto di videosorveglianza. Ci sono già i soldi: 4 milioni e 200mila euro di fondi comunitari blindati dal Patto per Napoli. Ma da queste parti c’è poca voglia di credere alle promesse delle istituzioni. A poca distanza c’è il cantiere di via Marina, che doveva durare cinque mesi ed è ancora lì incompleto da circa tre anni. «Ogni volta deve essere la volta buona, ma poi non succede mai nulla – dice Gennaro, un signore di sessant’anni che da trenta vive di fronte alla Marinella –. In ogni caso voglio sperare davvero che questa volta si faccia veramente qualcosa. Come si dice, la speranza è l’ultima a morire…».

Mentre la polizia municipale si impegna a ristabilire l’ordine con le ruspe e il Comune promette l’avvio del cantiere, qui vive una umanità derelitta ostaggio della droga e dell’alcol. Siamo ai margini estremi della società. La sera arrivano i volontari delle associazioni napoletane, come gli Angeli di strada di via Villanova. Portano latte caldo e panini, vestiti e coperte, scarpe, ai disperati della Marinella, la Rogoredo di Napoli.

Partecipa alla discussione

Esegui il login
Copyright 2016-2019 © avveniredicalabria.it | Tutti i diritti sono riservati | Responsabile: Davide Imeneo
Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova | Via Tommaso Campanella, 63 – 89127 Reggio Calabria
Credits Web Agency a Reggio Calabria - Arti Creative