accedi | registrati | 23-11-2019

I componenti della giovane redazione hanno redatto due resoconti giornalistici sulla lezione, uno vero e uno falso. Ecco il primo dei due

Fake news, esercizio con le bugie per riconoscere il vero

di Redazione Web 22/02/2019

di Paolo Melasi e Alessia Vadalà * - Una rappresentanza di alunni dell’istituto tecnico economico “Raffaele Piria” di Reggio Calabria ha incontrato, nell’ambito della settimana dello studente, Francesco Creazzo, giornalista de L'Avvenire di Calabria.

I ragazzi hanno avuto modo di trattare un argomento di attuale importanza come quello delle “fake news”, utilizzate spesso per ottenere visualizzazioni, popolarità o indottrinare il lettore. Si è dibattuto sui metodi da utilizzare per evitare di apprendere e condividere notizie false. Persino i giovani, nativi digitali, hanno riscontrato notevoli difficoltà ad individuare una vera e propria strategia risolutiva. Ignorare i social? Tornare alla carta stampata? Fidarsi della testata affine al proprio orientamento politico? Tante idee e nessuna verità assoluta. L’ospite ha stimolato i ragazzi ad un confronto sul tema, senza però esprimere nettamente il suo schieramento politico sui fatti presi in esempio. L’esperto ha parlato, piuttosto, di autorevolezza delle fonti, anche se persino questo tipo di verifica presenta le proprie criticità. Il giornalista, ha presentato agli studenti delle statistiche riguardanti la fascia d’età maggiormente suscettibile al fenomeno. Le “zie social”, la fascia d’età tra i 40 e i 60 anni, hanno spostato i loro momenti di confronto sui social, nonostante sia per loro un campo quasi, o del tutto, sconosciuto.

Dall’alba dei tempi, la notizia falsa, ingigantita, ha modo di circolare molto più velocemente di una certa e verificata.

Il soggetto più debole diventa, anche in questo caso, protagonista e strumento di chi scrive. Si parla quindi di migranti, di questioni politiche, di cause della crisi economica e di come questi temi, emotivamente molto carichi, siano sfruttati dai più vari ed inflazionati populismi. Gli studenti sono, dunque, giunti alla conclusione che neppure un intervento statale risolverebbe il problema, la soluzione allora non è che la cultura, unico strumento in grado di difendere il lettore.

Nel 2019 risulta più che attuale il concetto che solo il sapere rende liberi; la nostra capacità di pensare, ragionare, verificare è l’unico strumento in grado di fare la differenza di fronte alle “fake news” e a tutte le operazioni di propaganda, più o meno grandi, che l’uomo del nostro tempo mette in campo con spiccata creatività e furbizia.

* redazione “Piria”

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