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Nell’epoca ideologica infatti fu costruito un modello di sviluppo che creò un benessere economico e sociale

Nucera: «Lo sviluppo passa dal confronto dialettico tra partiti»

di Redazione Web 22/02/2019

di Giuseppe Nucera * - È sempre attuale il messagio che la Chiesa di fine ottocento ha lanciato con l’enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII in risposta, potremmo dire, al pensiero politico e filosofico della dottrina comunista rappresentato da Carlo Marx con il Iibro Il Capitale da cui prese vita il manifesto del Partito Comunista scritto a quattro mani con Federico Engels.

Gli sconvolgimenti sociali di quell’epoca scaturiti dalla prima rivoluzione industriale in Italia e nel resto del mondo, America nell’Europa centrale acuirono i conflitti sociali. Le rivolte popolari e le spinte rivoluzionarie nate nei posti di lavoro, principalmente dentro la fabbrica, contro i “padroni” e i Governi indussero la Chiesa a prendere parte ed indirizzare i cattolici verso la costituzione di organizzazioni di rappresentanza politica e sindacale, che dopo le fasi cruciali vissute con le due Guerre mondiali, hanno accompagnato la nascita delle moderne istituzioni democratiche.

Le ideologie marxiste e la Dottrina cattolica sono state il crogiolo, la fucina della democrazia dell’Occidente. I partiti politici in Italia di matrice cattolica, prima il Partito Popolare di don Sturzo e la Democrazia Cristiana di De Gasperi del dopo–Guerra assieme al Partito Comunista e al Partito Socialista, le organizzazioni sindacali e datoriali hanno guidato la crescita economica e sociale del Paese. Mai come allora l’Italia ha goduto di tanto progresso e benessere.

Il confronto ideologico tra destra e sinistra, tra cattoli e laici si è incanalato nell’alveo di relazioni politiche ed industriali che hanno reso l’Italia una forte nazione, al punto di superare anche la Gran Bretagna negli anni novanta del secolo secolo scorso.

Oggi viviamo ed assistiamo al decadimento, zero crescita economica e una politica economica che non sa rispondere ai forti bisogni dei meno abbienti, sempre più numerosi. All’amore verso il lavoro, alla cultura del sacrificio, alla produzione di beni e servizi, alla realizzazione di grandi infrastrutture si risponde con misure e provvedimenti che frenano lo sviluppo e la crescita economica. Il movimento politico Movimento5Stelle, maggioritario nel Parlamento offre ed attua il Decreto Dignità e il Reddito di Cittadinanza misure ispirate contro le imprese e il lavoro. Il periodo che viviamo è triste. Una societa basata sull’effimero, il pensiero politico leggero, volatile, la rete che sostituisce la relazione diretta del confronto, del dibattito, isola l’individuo, sostituisce i valori forti, frutto da millenni di storia e cultura. Chi sono Aristotile, Platone e Socrate o i filosofi del cristianesimo? L’ignoranza, la superficialità impera.

Ripartire dal passato, riprendere il pensiero forte del novecento, ricostruire i Partito Popolare per i cattolici, un Partito di matrice socialista per la sinistra per rispondere alle inquietudini umane, è possibile? È una strada in salita e le forze chiamate a ricostruire non sono fresche. I giovani non partecipano e sono attratti da altre sirene. Bisogna tentare altre strade. A tal proposito, personalmente e da presidente dell’associazione degli industriali di Reggio Calabria, vedo nella Chiesa e nell’impresa (azienda e sindacati uniti nella stessa sorte) i soggetti che possono e devono creare una nuova prospettiva, una nuova frontiera. Il banco di prova è il meridione, la risposta che il Governo riesce a dare al cosidetto Regionalismo differenziato. Oggi, che la Calabria e il meridione vivono il fenomeno della desertificazione territoriale e sociale, il ruolo dell’imprenditore diventa fondamentale; la necessità di educare i giovani, a formarli, a dare un mestiere è la strada da perseguire. La Confindustria di Reggio Calabria sta sperimentando nuovi percorsi per fare impresa, per tentare a trattenere le nuove generazioni e dare prospettive di crescita civile ed economica nelle località di origine, con gli sportelli «Informa Lavoro& Impresa » supportati dal Microcredito Italia e da Incubatori a sostegno della micro impresa.

A San Luca, Antonimina, Santa Cristina d’Aspromonte sono state avviate le prime iniziative. Un altro percorso che Confindustria Reggio Calabria sta seguendo è il dialogo con giovani calabresi che studiano nelle università del nord del paese perchè una volta formati e con un mestiere ritornino e le risorse investite dai genitori e nonni creino impresa e posti di lavoro e nei paesi di origine. È una scommessa ma come tutte le opere difficili con la perseveranza e la testardaggine calabrese potranno realizzarsi.

* presidente di Confindustria Reggio Calabria

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