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La parrocchia di Santa Maria Odigitria lo indice per onorare il sacerdote scomparso nel 2013

Un premio di poesia per ricordare don Mimmo Marino

di Redazione Web 25/02/2019

A distanza di tanti anni, la Parrocchia dell’Itria sente ancora l’esigenza di ridire il suo grazie a Don Mimmo Marino, per le cose materiali compiute e soprattutto per le attività spirituali e sacramentali realizzate, realtà che trascendono il momento e che rimarranno come segno tangibile del suo impegno per tutti i parrocchiani. Lo fa dedicandogli un premio di poesia, cosciente che un verso, soprattutto quando sgorga dal cuore dei giovani, è capace di dire molto di più di tante parole.
Il tema del Concorso èla Solidarietà. Il Premio si compone di tre sezioni: Poesia in lingua italiana e vernacolo, riservata ai bambini della scuola primaria; Poesia in lingua italiana e vernacolo, riservata ai ragazzi delle scuole superiori di primo e secondo grado; Poesia in lingua italiana e vernacolo, riservata a tutti gli altri. Per concorrere è necessario far pervenire una poesia in lingua italiana o in vernacolo di massimo 32 versi, indicando a quale delle tre sezioni si vuole partecipare, entro e non oltre le ore 24:00 del 12 aprile 2019, al seguente indirizzo email: info@culturcalabria.it.
Don Mimmo Marino, primo di numerosi fratelli, nacque a Gallina nel 1936. Sin da piccolo avvertì la vocazione sacerdotale. Fece tutto il percorso di studi nel Seminario Arcivescovile Pio XI e fu ordinato sacerdote da monsignor Giovanni Ferro. La sua prima sede parrocchiale fu Condofuri Superiore, dove esercitò il ministero sacerdotale per un triennio, per essere poi spostato, in un primo momento, a San Lorenzo, dove entrò il 20 ottobre 1964, e successivamente a Lazzaro. Nella Parrocchia di Santa Maria Odigitria di Reggio Calabria arrivò nell’ultima decade del secolo scorso e fu insediato dall’arcivescovo Giovanni Ferro il primo maggio 1990.
Del suo ministero sacerdotale all’Itria si evidenzia lo svolgimento della missione pastorale, molto intensa, che ha dato frutti straordinari, come l’ordinazione sacerdotale di don Domenico Morabito e la pronuncia dei voti solenni di suor Noemi Vilasi.
Ristrutturò la canonica su progetto dell’architetto Natale Cutrupi e la chiesa col rifacimento dell’impianto elettrico e con una tinteggiatura che ha ridato luminosità a tutto l’ambiente, tanto da essere oggetto di lode anche da parte dell’arcivescovo Vittorio Mondello.
Don Mimmo ottenne pure l’intervento del Comune per la riqualificazione della piazzetta dell’Itria, che rimane uno spazio fruibile, anche per la presenza delle robuste catene che lo difendono dall’assalto delle macchine. Incaricò Fortunato Mangiola di scrivere la “Storia della parrocchia di Santa Maria Odigitria in Reggio Calabria”, per fare conoscere gli eventi passati di un’Istituzione religiosa, che ha sulle sue spalle più di quattrocento anni di vita, anche se, per la sua freschezza, ne dimostra molti di meno.
In sintesi, operò con entusiasmo e con la fede incrollabile nella sua missione sacerdotale, per l’edificazione del regno di Dio in mezzo al popolo dell’Itria, perché si rinsaldassero i vincoli cristiani della fraternità, dell’amicizia, della benevolenza, della concordia e della pace.
Nel 2011, per raggiunti limiti di età, secondo le norme del Diritto canonico, fu messo a riposo. Il 18 settembre dello stesso anno i parrocchiani si raccolsero in chiesa intorno al loro parroco per scambiarsi un saluto di commiato e soprattutto per manifestare il loro ringraziamento a colui che li aveva serviti nel nome del Signore per ben 21 anni. Dopo una lunga malattia, nel 2013, circondato dall’affetto dei suoi cari e da tanta gente che gli voleva bene, tornò alla casa del Padre.

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