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Il rettore Santoro: «Le vocazioni? Un miracolo»

La riflessione del rettore del Seminario arcivescovile «Pio XI», monsignor Salvatore Santoro

di Salvatore Santoro 25/02/2019

Sarebbe davvero riduttivo immaginare che la Giornata di preghiera e sensibilizzazione per il Seminario sia solo un’opportunità (peggio: un escamotage) per raccogliere fondi a favore del Seminario stesso, piuttosto che una sorta di spot pubblicitario a ciclica scadenza annuale, per risvegliare la sensibilità vocazionale della Diocesi.

Certo: l’una e l’altra motivazione (raccolta fondi e sensibilizzazione vocazionale) ci sono e, anzi, vanno tenuti in seria considerazione, se pensiamo che la cura e la formazione dei seminaristi (come il mantenimento della struttura Seminario) hanno dei costi, dei quali, in massima parte, si fa carico la Diocesi giacché soltanto una esigua parte dei seminaristi è nelle condizioni di contribuire alle spese totali; come pure che la sensibilità vocazionale – sempre da custodire, risvegliare, rinnovare – di una comunità ecclesiale, è la “cartina di tornasole” che ne qualifica la maturità pastorale. La Giornata di sensibilizzazione per il Seminario, tuttavia, oltre che attendere a quelle due motivazioni, credo debba innanzitutto assolvere al dovere (non uso “a caso” questo termine) di ringraziare il buon Dio per il dono delle vocazioni al sacerdozio ministeriale che, in questi anni, non ha fatto mancare alla nostra comunità diocesana.

Nonostante la profonda crisi di valori che, purtroppo, colpisce tutte le agenzie educative (Chiesa compresa), e il grave smarrimento di punti di riferimento – che siano, soprattutto per i giovani, paradigmi sicuri, affidabili e credibili di vita buona, seriamente e serenamente orientata ad una felicità possibile e matura, sostenuta dal desiderio sincero di una testimonianza limpida e (diciamolo pure!) santa – sapere di “poter contare” su trenta giovani (venti per la nostra Diocesi reggina, dieci provenienti da altre chiese sorelle) che, in Seminario, chiedono di essere custoditi e formati per discernere, nella fede, se il loro desiderio di felicità coincide con la chiamata al sacerdozio ministeriale, è, davvero, una bella sfida, tutta da accogliere con umiltà, impegno, gratitudine, senso di responsabilità e, soprattutto, con grande speranza!

Il dono delle vocazioni è, nell’oggi turbolento e provato della Chiesa, un vero miracolo.

Pregare, custodire, sostenere il nostro Seminario, è riconoscere questo miracolo e raccogliere quella sfida. È collaborare – ciascuno per come può e sa – con la provvidente premura del «Padrone della messe, che non smette di chiamare ed inviare nuovi operai per la sua messe» (cfr. Mt 9,38). È scommettere con fiducia nella promessa del Signore che ci rassicura della Sua presenza, nella Chiesa e nella storia («vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!» Gv 16,33).

A ccogliere questa sfida è, dunque, un atto di fede, ma è anche una consegna per tutti, se è vero che ogni vocazione è, per sua natura, una pro–vocazione ed una con– vocazione.

È impegno e responsabilità che tutti dobbiamo assumerci, non solo chi, contingentemente, è direttamente impegnato nella cura o nel discernimento delle vocazioni.

Ma il “valore aggiunto” della giornata pro–Seminario, sta, secondo me, nel fatto che, oggi, questa consegna siamo chiamati ad assumercela insieme, proprio come comunità ecclesiale.

Che bella, questa parola: insieme! Quanto bisogno abbiamo – oggi più che mai – di sentirci chiamati, insieme, alla responsabilità di costruire e custodire il noi della Chiesa, non per spirito corporativistico, ma come segno identificativo della natura e della missione della Chiesa stessa.

Insieme: come Chiesa e perché Chiesa.

La giornata di preghiera e di sostegno per il Seminario diocesano ci offre, dunque, una bella occasione per sentirci ed essere Chiesa. La premura e la generosità con cui esprimeremo l’affetto per i nostri seminaristi, saranno il nostro contributo – grande quanto è grande il nostro cuore! – per l’oggi e per il domani della Chiesa, quella Chiesa che siamo noi e che ci appartiene.

* Rettore del Seminario «Pio XI»

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