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Secondo De Felice, il ''Tito Minniti'' resta poco attrattivo per i passeggeri siciliani perché manca la programmazione da parte degli amministratori

Area dello Stretto, De Felice: «La politica ha fallito»

di Francesco Creazzo 04/03/2019

Il trasporto integrato nell’Area dello Stretto è un tasto dolente per l’aeroporto di Reggio Calabria. Uno scalo che si chiama “Aeroporto dello Stretto” ma che, al di fuori dei fasti degli anni ’80, ha sempre avuto pochissimo coinvolgimento dei passeggeri dalla vicina Sicilia. Ne abbiamo parlato col presidente di Sacal Arturo De Felice.

Presidente, la sua presidenza come si pone rispetto a questo tema?

Non è un’area di nostra competenza, anche se la mia presidenza è stata fautrice di un’attiva collaborazione tra le istituzioni delle due sponde, per esempio con l’implementazione del pontile del nostro scalo. La politica non ha fatto nulla. Il pontile, che nel nostro progetto doveva consentire ai passeggeri messinesi di partire più velocemente da Reggio ma anche a quelli provenienti da fuori di poter raggiungere rapidamente le Eolie, giace in uno stato di abbandono nonostante tutte le nostre sensibilizzazioni. E poi avevamo anche provato a ripristinare un collegamento via pullman, ma non ha sortito gli effetti desiderati.

Come mai?

La politica lo ha pubblicizzato poco, non sono stati effettuati controlli sui passeggeri che, addirittura, salivano sul pullman per traghettare gratis.

Cosa manca al “Tito Minniti” per attrarre i siciliani?

Se lei è arrivato con un mezzo su ruote si rende perfettamente conto che è un’impresa persino arrivarci, in aeroporto. Le strade sono in uno stato che, per carità di padre, preferisco non commentare. In secondo luogo, non c’è una regolamentazione sulla sincronizzazione tra aliscafi e voli. Su questo ci vorrebbe un tavolo tecnico che non posso certamente convocare io: è chi amministra che dovrebbe preoccuparsi di questa implementazione. Nonostante questo, dopo il fallimento del 2017, questo scalo è aperto e continua a crescere. La Ryanair arriverà, ci vogliono solo i tempi tecnici e burocratici.

Se la politica è carente, non si potrebbe avviare una trattativa con i privati? Intendo le associazioni datoriali, le Camere di commercio…

Non ricevo manforte da questi enti: zero assoluto. Ho pregato più volte chi ne è responsabile, ho avuto solo risposte evasive e il problema è stato rinviato. Lo stesso vale per altri enti che si dovrebbero occupare di promuovere il turismo: solo dopo un anno e mezzo abbiamo avuto un minimo di protocollo siglato con la Città Metropolitana. Ciononostante posso dire con orgoglio che l’aeroporto è addirittura in leggero attivo. Una cosa impensabile per una realtà che esce fuori da un fallimento da appena un anno.

I “bookmakers” vociferano di una sua discesa in politica…

I bookmakers lasciamoli alle corse. Ho un impegno con Sacal che intendo rispettare.

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