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La prima opera di papa Francesco, in tal senso, traccia la via della comunione

Figli credenti? La libertà educa alla sequela di Dio

di Redazione Web 07/03/2019

di Simone Gatto * - Mediante il sacramento del matrimonio, speciale partecipazione al mistero di Cristo e via di santificazione, gli sposi cristiani si impegnano a vivere in piena fedeltà il compito educativo che essi ricevono dal Signore. Tuttavia, tra gli obblighi matrimoniali, non troviamo solo l’impegno di crescere i figli nell’amore, di inserirli progressivamente nel tessuto sociale, di dare loro un’istruzione, di favorirne la naturale inclinazione, ma anche quello di educarli alla fede, inserendoli nel Corpo Mistico di Cristo, attraverso il sacramento del Battesimo.

I coniugi cristiani si trovano così non solo a vivere santamente il loro matrimonio, ma anche a mettere in gioco tutte le loro competenze e forze affinché i loro figli abbiano gli elementi necessari per vivere cristianamente la loro vita e rispondere generosamente alla loro specifica chiamata.

La famiglia, come luogo in cui la vocazione è udibile e in cui i carismi si scoprono, si coltivano e si spendono, diviene anche lo spazio in cui è possibile incontrare Cristo, lasciandosi afferrare e guidare dal suo amore, coltivando una speranza che non delude.

Oltre a essere i primi educatori dei propri figli, i genitori sono anche i primi testimoni di una fede generosamente accolta e vissuta. Proprio ai genitori è chiesto di testimoniare la bellezza dell’amore umano e di e- ducare le giovani generazioni a una vita di fede generosa e limpida.

La fede, come leggiamo nella Lumen fidei «non è un rifugio per gente senza coraggio ma la dilatazione della vita. Essa fa scoprire una grande chiamata, la vocazione all’amore, e assicura che quest’amore è affidabile, che vale la pena di consegnarsi ad esso, perché il suo fondamento si trova nella fedeltà di Dio, più forte di ogni nostra fragilità».

Quando la coppia prende coscienza gioiosa e grata della ricchezza straordinaria che risiede nel proprio matrimonio, nella capacità di liberare l’amore e la fecondità di Dio all’interno della famiglia, nella comunità cristiana e nella società, si rende inesorabilmente disponibile a svelare l’antico progetto divino sulla realtà sponsale. Nell’educare alla fede, la coppia educa soprattutto se stessa. Oggi risulta proprio questa la priorità dell’azione pastorale nei confronti della famiglia: sostenere e accompagnare gli sposi lungo un cammino che li conduca alla riscoperta del valore antropologico e teologico del loro rapporto e del sacramento con cui sono stati “quasi consacrati”, per essere segno e dono nella comunità dei credenti. L’amore degli sposi, infatti, diviene un faro per le nuove generazioni perché, come ricorda il Papa: «Il desiderio di famiglia resta vivo, in specie fra i giovani, e motiva la Chiesa». Man mano che cresce negli sposi la consapevolezza di essere frutto ed esperienza concreta dell’amore di Dio, essi divengono capaci di assumere con libertà e gioia la responsabilità di educare i figli alla fede e di diffondere tutt’intorno, nelle molteplici forme della testimonianza e del servizio, la carità che genera e rigenera continuamente la Chiesa maestra e madre.

* Direttore Ufficio Famiglia

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