accedi | registrati | 17-11-2019

È stato siglato stamattina, presso la sede della Camera di Commercio di Reggio Calabria, il protocollo di intesa tra l'arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e l'Ente camerale

Giovani e lavoro, protocollo tra diocesi e Camera di Commercio

di Federico Minniti 06/03/2019

È stato siglato stamattina, presso la sede della Camera di Commercio di Reggio Calabria, il protocollo di intesa tra l'Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e l'Ente camerale. A firmare il documento sono stati l'arcivescovo Fiorini Morosini e il presidente Antonino Tramontana; presenti al momento celebrativo, che ha concluso un lungo periodo di confronto e sinergia, vi erano anche Natina Crea, segretario generale della Camera di Commercio, don Ernesto Malvi, direttore dell'Istituto per il Sostentamento del Clero e Luciano Arilotta, direttore dell'Ufficio per la pastorale del Lavoro dell'arcidiocesi di Reggio-Bova.
 
«Il primo obiettivo è quello di promuovere un cambiamento di mentalità nei confronti del lavoro; due anni fa abbiamo fatto un incontro che aveva come tema "Cerco il Lavoro che mi invento" - ha spiegato monsignor Giuseppe Fiorini Morosini - questa dicitura riassume un grande significato: se i giovani non diventano "attivi" nella ricerca del lavoro, proseguirà il concetto di "dipendenza" dagli altri dalla quale la Calabria deve assolutamente uscire». Un aspetto culturale che va instillato alle nuove generazioni, prosegue l'arcivescovo: «Noi vorremmo dire ai nostri giovani che l'agricoltura è uno spazio vitale per l'economia calabrese; questo è un modo per evitare che i ragazzi vadano via: il passaggio necessario da fare è dall'assistenzialismo al protagonismo. In questo senso l'unione con la Camera di Commercio siamo certi di poter essere più efficaci nella proposta di questa iniziativa».
 
La partnership tra diocesi e Camera di Commercio è salutata con grande soddisfazione dal presidente camerale, Ninni Tramontana: «Questo documento segna un percorso condiviso affinché si possano orientare al meglio le scelte dei nostri giovani: sul nostro territorio è possibile fare impresa. Il dialogo proficuo con l'Arcidiocesi è un segnale di speranza in più». Tramontana ha spiegato come questo esperimento potrebbe diventare un "prototipo" per il territorio: «Il mercato occupazionale segna delle criticità: questo accordo può essere da stimolo per gli imprenditori per sviluppare percorsi di formazione mirata per quanti si affacciano nel mondo del lavoro».
 
A margine della stipula del protocollo di intesa è intervenuta anche Natina Crea, segretario generale della Camera di Commercio reggina, puntando la propria attenzione sul tema della formazione, che occupa uno spazio fondamentale nel documento sinergico tra Camera e arcidiocesi. «Come Camera di Commercio siamo impegnati nell'orientamento dei giovani con gli strumenti a nostra disposizione. In effetti, l'attività nel settore agricolo è molto ricercata: si tratta di un settore in continua evoluzione. Utilizzare le tecnologie è fondamentale per affrontare le sfide di un mercato sempre più complesso», ha concluso Crea.
 
Altrettanto puntuale è stato Luciano Arilotta che ha rimandato all'iniziativa dell'8 aprile che sarà il primo "output" pubblico del protocollo firmato stamane: «Si tratta di un appuntamento rivolto ai ragazzi del quinto anno delle scuole superiori. Sarà un convegno laboratoriale con altri giovani reggini, poco più che loro coetanei, che si sono già "lanciati" nell'avventura dell'autoimprenditorialità o della cooperazione sul nostro territorio. Un modo per toccare con mano le "buone prassi" e iniziare a riflettere concretamente sul proprio futuro».

In conclusione, don Ernesto Malvi, direttore dell'Ufficio per il Sostentamento del Clero dell'arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, ha presentato le realtà nate, in questi anni di impegno, dal progetto "Bene 2.0": «I settori sviluppati sono due: agricolo e tessile. L'aspetto importante è che, grazie a questa iniziativa, sono stati rivalorizzati tanti terreni abbandonati che sono stati affidati ai giovani che li stanno rendendo produttivi, sia che si parli di vino che di baco da seta», ha concluso don Malvi.
 

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