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Cristina e Nicola Scordo sono marito e moglie da oltre trent’anni; da qualche tempo aiutano in parrocchia nei percorsi della pastorale battesimale

Pregare insieme, cura dell’anima per le crisi affettive

di Redazione Web 07/03/2019

di Nicola e Cristina Scordo - Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date. Credo che quando ci si incontra con l’Amore è necessario darlo. Mi chiamo Cristina, sono sposata con Nicola da quasi trent’anni e abbiamo sei figli. Frequentiamo la parrocchia di San Luca Evangelista e insieme a molte altre coppie aiutiamo il parroco per la pastorale dei battesimi, un servizio che facciamo volentieri ma sempre nell’assoluta certezza di non essere mai abbastanza preparati.

La preparazione al battesimo prevede pochi incontri che, di solito, per comodità del battezzando, svolgiamo a casa dei genitori del piccolo e con una certa inquietudine. Perché l’inquietudine? Perché entriamo a casa di persone che non conosciamo, spesso lontane dalla Chiesa, alle quali, nel giro di poco tempo, dobbiamo presentare Gesù Cristo e farli incontrare con la sua resurrezione. Per noi come coppia, preparare il battessimo non è solo spiegare un rito, ma entrare in profondità e conoscere un Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Per rompere il ghiaccio, facciamo un primo passo, più che scontato quando incontri dei perfetti sconosciuti come me e Nicola. Ci presentiamo, non in maniera formale, ma raccontando loro come Gesù Cristo è venuto a cercarci quando eravamo lontani dalla Chiesa e da Dio e – come dice mio marito – quando andare a messa significava al massimo stare fuori dalla chiesa. E soltanto a Natale e Pasqua.

Poi il racconto diventa più intimo: è impossibile non parlare loro di una nostra seria crisi matrimoniale, avvenuta anche se frequentavamo la parrocchia. Nessuno è esente da queste cose. Ma il Signore ha ricostruito il nostro matrimonio, senza attaccare toppe qui e lì. Lo ha fatto con tessuto nuovo appoggiati a Cristo crocifisso e con l’aiuto dello Spirito Santo. Perché perdonare è una bella parola, difficile da mettere in pratica con le forze umane. Dio si incarica giornalmente di portare avanti il matrimonio fra me e Nicola, insomma non prevalgono le nostre liti, non ha l’ultima parola il nostro egoismo. Perché nel matrimonio c’è Dio. Parliamo anche dei figli, un dono che viene dal cielo. Un dono che anche loro possono capire e che presentano alla Chiesa per ricevere il Battesimo. Un sacramento, non un rito.

Entriamo da sconosciuti, usciamo da fratelli in Cristo. Il battesimo è cammino, strada d’incontro con la misericordia di Dio rivelata in Cristo. Da quando il piccolo viene presentato e accolto dalla comunità parrocchiale, all’unzione con l’olio, spremitura di Cristo, a quando, specie nei battesimi per immersione, spieghiamo l’accettazione libera della morte di Cristo per liberarci dal peccato originale. Questo è l’Amore, con la A maiuscola.

Al termine di questi incontri di preparazione, queste famiglie spesso ci vorrebbero rivedere. Alcune effettivamente si avvicinano alla parrocchia, altre no. Una cosa è certa: affronteranno il battesimo con un pizzico di consapevolezza in più. Con la coscienza che non si tratta di un rito magico. È l’incontro che cambia la nostra vita. Perché Dio ama tutti, ma non è la stessa cosa essere battezzati e capire questo sacramento oppure non esserlo.

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