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L'opera di Maria Pascuzzi è dedicata alla memoria della pioniera dei diritti femminili Giovanna Ferrara

''Schegge'', un libro per contrastare la violenza di genere

Il volume è stato presentato sabato scorso in un incontro al Seminario arcivescovile ''Pio XI''

di Redazione Web 14/03/2019

Si è svolta il 9 marzo la presentazione del volume “Schegge” di Maria Pascuzzi, un documento appassionato e duro sulle violenze di genere. Al Seminario arcivescovile Pio XI di Reggio Calabria si sono susseguiti gli interventi del rettore, monsignor Salvatore Santoro, del presidente del Centro italiano femminile di Reggio Francesca Carrabotta, del presidente regionale del Cif Angela Laganà e della responsabile della Casa delle donne Madonna di Lourdes Denise Ensignia. Subito dopo, la presentazione è entrata nel vivo con i contributi del professor Daniele Cananzi, del direttore della Caritas diocesana don Nino Pangallo e dell’autrice Maria Pascuzzi.
Il testo, dedicato alla compianta memoria di Giovanna Ferrara, da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne e dei più deboli.

In particolare l'autrice scrive: Trattare oggi l’identità di genere, oggi, ha un senso? Significa ripercorrere un cammino che si sta evolvendo rapidamente, che segna fortemente la transizione culturale che stiamo vivendo. Ma, intrecciandosi l’argomento con altri problematiche come la violenza di genere, quella in genere, le esperienze a essa connessa, il rapporto con l’altro, il bisogno del rispetto dei diritti umani, vogliamo affrontare l’argomento con un taglio nuovo. Partire cioè dalla violenza di genere per approdare al desiderio dell’affermazione dei diritti umani. Questo dibattito, che investe la società tutta posta a qualsiasi latitudine, necessita di una profonda riformulazione antropologica sui temi e gli interrogativi che l’uomo contemporaneo si pone.
Nella premessa si mette ancora in luce che il Novecento è stato denominato secolo delle donne perché registra un percorso di emancipazione e celebra le sue vittorie, come il suffragio universale del 1946 che estese il voto alle donne ma colleziona anche tante sconfitte della società, nella sua interezza. Molta violenza si è perpetrata contro la donna anche in campo giuridico, infatti sono state violente anche le norme che davano ai tribunali il potere di decidere il grado dello stupro, che non consideravano, tramite aberranti spiegazioni scientifiche, i danni psicologici subiti dalla persona offesa. Oppure l'articolo 544 del Codice penale che permetteva allo stupratore di non scontare alcuna pena se sposava la vittima. Basta ricordare il caso di Franca Viola, ragazza siciliana di soli diciassette anni che viene rapita e violentata ma ha la forza di denunciare il proprio carnefice e respingere le nozze. Un caso particolare sono state tutte le lavoratrici di una volta che hanno subito condizioni estenuanti di vita e hanno lottato per ottenere una vita almeno dignitosa. Basti pensare alle gelsominaie, le braccianti meridionali. Nell’ultimo cinquantennio la storia delle donne si è orientata in più direzioni. La storica differenza tra i generi non viene letta come un rapporto di oppressione ma inserita in una dimensione più articolata.
L’alterità della donna rispetto all’uomo si è caricata di nuovi conflitti e contraddizioni.
In questo ampio scenario si sono mosse tante Associazioni che hanno sottolineato con il loro appoggio morale l’itinerario che le donne hanno percorso fino a oggi. Tra queste il Cif.

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