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Dicono: «Da questa esperienza torniamo più consapevoli della storia di San Massimiliano e della più ampia portata che, se svolto bene e con coscienza, il nostro servizio può produrre»

Servizio Civile, volontari reggini raccontano il raduno nazionale

di Redazione Web 15/03/2019

È sulla via di ritorno, nei pressi di Napoli, che inizia a snodarsi il resoconto della piccola, ma intensa esperienza che noi ragazzi in Servizio Civile della Caritas diocesana Reggio Calabria-Bova abbiamo vissuto in questi ultimi giorni e che si è conclusa da qualche ora.

Abbiamo, infatti, raggiunto Firenze, dove si è svolto il XIV incontro dei giovani in Servizio Civile, in occasione del 12 Marzo, giornata dedicata dalla Chiesa al martire San Massimiliano da Tebessa, patrono degli obiettori di coscienza e, dunque, per diretta conseguenza, dei volontari in servizio civile.

La storia di San Massimiliano appartiene ad un passato ormai remoto, ma il messaggio che questi ci affida rimane sempre attuale ed è dedicato a ciascuno di noi, affinché possiamo esercitare un pensiero critico e comprendere come svolgere al meglio il nostro servizio, avendo consapevolezza di cosa possiamo fare ed evitare così, in coscienza, ciò che, invece, è scorretto secondo i nostri valori cristiani, seguendo l'esempio di San Massimiliano.

Nel 295 D.C., a soli 21 anni, San Massimiliano trovò la morte, perché di fronte all'ordine ricevuto di entrare a far parte dell'esercito, a più riprese, egli oppose il suo fermo rifiuto.

Questa storia è più ampiamente narrata negli atti di San Massimiliano, che sono stati recitati ad inizio giornata da Alessandro Calonaci davanti ad una platea di più di 800 giovani.

A questa lettura sono seguiti diversi momenti, curati da altri personaggi, tra cui Davide Drei, Sindaco di Forlì, obiettore di coscienza alla fine degli anni ‘80 che, ha continuato durante gli anni, sull'esempio dell'esperienza fatta, ad occuparsi del sociale, fino a dedicare oggi il suo impegno a favore della propria città.

La storia di quest'uomo rispecchia appieno l’argomento cardine di questa giornata: "La buona politica è al servizio della pace", tema trattato da Papa Francesco in occasione della giornata della pace 2019.

Focalizzando l'attenzione sull'etimologia del termine "politica", Si può notare come questa risalga a due parole: "polis" (πόλις), città e "oi polloi" (οἱ πολλοί), molti e, quindi, come la città sia un ente astratto, che si compone dell'insieme di tante persone.

Come entra in tutto ciò il Servizio Civile? Politica e Servizio Civile possono viaggiare sulla stessa strada, se si intende quest'ultimo come un mettersi al servizio dei singoli, occupandosi così (questo il fine della politica), del bene comune: non ci si occupa di masse informi, ma di singole persone con le proprie storie e i propri bisogni attuali.

La scelta del Servizio Civile, allora, richiede molto impegno, ma bisogna essere consapevoli che si inserisce in un universo di dialogo tra il singolo e la comunità, dove la figura del volontario può diventare una risorsa in primis per la costruzione della pace e per la cura del bene comune, messaggio recepito bene dalla città di Firenze che, al momento attuale e già da molti anni, investe sul volontariato, come sottolineato da Stefania Saccardi, Assessore Regionale al diritto della salute, al Welfare e all'integrazione socio-sanitaria e Sport, insieme all'assessore Welfare e sanità, accoglienza e integrazione pari opportunità, Sara Funaro.

Il mediatore dell'incontro Diego Cipriani (responsabile dell'Ufficio giovani nonviolenza Servizio Civile), per sottolineare il ruolo del volontario, ha dato voce, dopo gli interventi di queste figure politiche, anche a due ragazze toscane, Alice e Valentina, che hanno portato la loro testimonianza di come stanno vivendo il Servizio Civile, esperienza che è stata riportata anche da tre ragazzi presenti alla giornata e da altri quattro  che, tramite webcam, hanno parlato della loro esperienza di Servizio Civile che stanno svolgendo ad Atene e a Betlemme.

Un ulteriore intervento è stato apportato da Giuseppe Matulli (accademico e politico), che si è soffermato sulle figure di Don Milani e La Pira, due "profeti" che hanno sfidato il potere del loro tempo. Il primo, a partire dall'importanza della scuola e dell'istruzione in generale, perché si può esprimere il proprio pensiero critico solo se si riesce a comprendere appieno cosa l'altro ci stia dicendo: "È solo la lingua che fa eguali". Il secondo, convinto, invece, che "La guerra, non la pace è un'utopia", poiché non è con la guerra che si risolvono i problemi, ma con l'impegno religioso e civile che porta ad obiettivi concreti e comunitari.

In seguito, il tema della giornata è stato trattato da un punto di vista più dinamico dai rapper Dank e Dhap attraverso la musica.

L'evento si è concluso con la Santa Messa celebrata dal Cardinale di Firenze, Giuseppe Betori, in cui è stato rivolto un momento di preghiera per Joy, una ragazza nigeriana che, come noi, aveva iniziato da poco il Servizio Civile presso la Caritas di Reggio Emilia, scomparsa prematuramente l'11 Marzo.

Da questa esperienza torniamo più consapevoli della storia di San Massimiliano e della più ampia portata che, se svolto bene e con coscienza, il nostro servizio può produrre: "il minimo battito d'ali di una farfalla è in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo"!

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