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Per questo motivo accostarsi alla misericordia rappresenta un’ottima occasione di crescita a livello interiore e comunitari

Quaresima, riscoprire il dono della Riconciliazione

di Antonio Cannizzaro 17/03/2019

Nel tempo di Quaresima i cristiani sono chiamati a riscoprire la loro condizione di peccatori e voltarsi decisamente al Signore con una vera conversione. Il noto teologo ortodosso Olivier Clement commentando il Grande canone di Sant’Andrea di Creta, un autore spirituale dell’ottavo secolo, scrive: «La morte spirituale, che si esprime nella morte biologica, corrode segretamente la nostra vita, ma ci fa prendere progressivamente coscienza di noi stessi proprio per l’angoscia che suscita dentro di noi. Diverse volte il Grande canone di Sant’Andrea di Creta mette in evidenza questa precarietà dell’esistenza dove tutto ci sfugge, questa vanità del tempo che scivola inesorabilmente via».

Una delle preghiere recitate spesso in quaresima da Sant’Efrem cosi dice: «Signore e padrone della mia vita, non darmi uno spirito di pigrizia e di svogliatezza». L’argia, ossia la pigrizia, dicono gli antichi asceti, genera la dimenticanza, uno dei peccati più gravi, uno dei giganti del peccato: la dimenticanza di Dio e di conseguenza di se stessi e la la dimenticanza della verità degli esseri e delle cose, genera una specie di sonnambulismo popolato di fantasmi in cui l’animo si disperde, si smembra, si sdoppia, va a pezzi e diventa preda del demonio. «Idolo di me stesso sono diventato», cioè mi sono fatto idolatra di me stesso, un peccato molto comune oggi purtroppo.
 
«Sarete come dei, disse il serpente», il peccato consiste nel murarsi nella propria identità, nel rifiuto di ogni rapporto vero con l’altro, ossia con Dio e con tutta la creazione, nel concentrarsi tutto su se stesso, senza via di uscita che non sia il proprio io. La Chiesa in questo tempo quaresimale non fa altro che raccogliere e comunicare la vita che scaturisce dal Crocifisso, il sacramento del perdono ci restituisce la figliolanza divina che avevamo perso con il peccato e la gratitudine del ritorno alla casa del Padre fa scaturire nel nostro cuore il canto delle lacrime che diventano preghiera, gratitudine, gioia per la pace ritrovata. Questo tempo di Quaresima pone al centro della liturgia la Croce, è fissando lo sguardo su Gesù in croce che noi perveniamo alla più profonda conoscenza della misericordia di Dio e del nostro peccato. Ed è il perdono di Dio che ci rivela la profondità del nostro peccato, il perdono è l’atto originale con cui Dio ci guarisce e ci rinnova irrompendo in noi con la sua misericordia. Per scoprire il senso della misericordia di Cristo verso di noi peccatori, c’è un luogo di predilezione in cui dimorare in questo tempo: davanti alla croce di Gesù, ai suoi piedi. Solo se volgiamo uno sguardo pacificato e rinnovato a Gesù in croce cominciamo a imparare l’amore del nostro Dio.
 
Si, la croce di Gesù ci rivela la misericordia infinita di Dio: offrendo la vita per noi, Gesù ci dimostra che «Dio è amore». Il Vangelo di queste settimane, ci rivela che sempre, alla base della scoperta del nostro peccato, c’è la scoperta della misericordia di Dio. Se vogliamo prendere coscienza del nostro peccato dobbiamo prima prendere coscienza della misericordia e dell’amore di Dio per noi. È nell’ordine dell’esperienza spirituale che la scoperta della misericordia precede e provoca la scoperta del peccato. La conoscenza del nostro peccato suppone infatti che noi abbiamo abbastanza amore da essere sensibili delle nostre numerose inadeguatezze rispetto alle esigenze dell’amore. Solo la rivelazione di un amore infinito può gettare una luce incomparabile sulle nostre debolezze. È in questo senso che la misericordia di Dio ci svela il nostro peccato.
 
Più noi ci avviciniamo a Dio, più ci scopriamo peccatori. Il perdono di Dio ci giunge attraverso la mediazione della Chiesa, molte preghiere della Chiesa hanno lo scopo preciso di domandare il perdono di Dio. La recita del Padre Nostro in Quaresima è certamente una delle preghiere più incisive a motivo della domanda di perdono che esso contiene. Anche le Litanie dei Santi contengono una richiesta di perdono ed è lodevole recitarle in questo periodo. Inoltre ognuno dei Sacramenti ha nel suo ambito, un aspetto di guarigione dal peccato. In Quaresima, per antica prassi, è il Battesimo, in modo particolarissimo che rimette i peccati in particolare durante la celebrazione della Veglia pasquale. Non possiamo dimenticare inoltre che il sacramento per eccellenza che rimette i peccati è e rimane l’Eucaristia, con i modi e le forme stabilite dalla Chiesa. Al pari del Battesimo, il sacramento della Penitenza consigliato moltissimo dalla Chiesa in questo periodo, deve essere inserito in questo itinerario di conversione. Colui che riceve il sacramento della Riconciliazione deve essere già animato dal proposito di conversione.
 
Il perdono di Dio che si riceve nel sacramento, non ha nulla di esteriore rispetto al cammino del penitente. Infatti con il perdono Dio accoglie e purifica il proposito di conversione del cristiano al fine di condurlo alla sua piena realizzazione. Il perdono di Dio ci restituisce quella libertà di amare liberamente che il peccato aveva offuscato. Ecco perché il perdono di Dio è il dono che lui fa alla nostra conversione. Restituita la libertà dei figli, possiamo cantare con la Chiesa l’Alleluia pasquale.

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