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Perché puntare su questo comparto? Il direttore di Agraria non ha dubbi: «Lo dicono i numeri»

Agricoltura, Zimbalatti: «Unico sbocco per l’economia calabrese»

di Davide Imeneo 22/03/2019

«L’Università è trincea su tutti i fronti, siamo assediati ». Esordisce così Giuseppe Zimbalatti, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, nel descrivere il «contesto socio–economico del territorio» in cui l’accademia reggina opera. Nonostante questo, proprio dall’area “green” della Mediterranea potrebbe spuntare un nuovo germoglio per i giovani.

L’agricoltura è davvero il futuro della Calabria?

Mi permetto di aggiungere che è il presente della nostra terra: se si consultano i dati economici della regione, oggi, non esistono fonti di reddito importanti come quelle che derivano dall’agricoltura. Si tratta di un’analisi numerica: l’economia calabrese è totalmente dipendente dal comparto agroalimentare.

Il Dipartimento di Agraria, in tal senso, rappresenta un osservatorio privilegiato. I giovani sono interessati a questo «mondo»?

I nostri studenti sono proiettati a crearsi una professionalità che li renda competitivi sul mercato del lavoro. Già chi sceglie di iscriversi ad Agraria non lo fa per «tendenza», ma perché c’è una grande motivazione a operare proprio nei settori di nostra competenza.

Esiste una collaborazione diretta tra Università e mondo imprenditoriale?

Nel percorso formativo è prevista una fase di tirocinio, sia durante la laurea triennale che la specialistica: questo avviene sia presso gli insediamenti produttivi presenti sul nostro territorio o in Enti pubblici come la Regione o i Consorzi di bonifica.

Si tratta di un settore che ben si coniuga con la tecnologia?

In realtà, è un comparto che non può prescindere dall’innovazione. Le aziende operano su un mercato globale con competitor agguerriti: c’è un gap, con alcuni Paesi, dovuto al prezzo della manodopera. L’unico modo per diminuirlo è proprio l’uso ponderato della tecnologia.

Start–up e internazionalizzazione delle imprese, sembra fondamentale il supporto degli Enti locali. Qual è lo stato di salute di questa sinergia?

I rapporti istituzionali sono buoni. Chiaramente, andrebbero riattivati alcuni percorsi virtuosi che si sono interrotti negli ultimi anni come l’Azienda agraria, di cui oggi il Dipartimento è sprovvisto, che sino a poco tempo fa insisteva in alcuni terreni pubblici a Gallina, nell’hinterland della città. L’Azienda agraria è uno strumento fondamentale per gli studenti.

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