accedi | registrati | 25-6-2019

Turismo esperienziale, ultima chiamata per la Magna Grecia

Come poter coniugare le tradizioni culinarie con i beni culturali? La capacità di sintesi di questi due mondi rappresenta il futuro

di Giuseppe Bombino 21/03/2019

Ovunque tu vada, in questo luogo, su cui si distende la Calabria, troverai la segnatura della storia, il titolo antico e l’età di un insediamento; che poi sono gli attestati più duraturi di una comunità. La Calabria, con la complessità del suo sistema territoriale, riproduce, ad una più piccola scala, i caratteri fisionomici dell’Italia. La Calabria si offre a questa nuova concezione di turismo che oggi si va consolidando sempre con la tendenza a interpretare i caratteri esperienziali. Allora le componenti culturali e paesaggistiche, storiche e archeologiche, enogastronomiche, agroambientali e naturalistiche, di- vengono l’agente dello sviluppo, anche occupazionale, in risposta ai complessi processi e trasformazioni connessi alla globalizzazione, da un lato, ed alla tendenza di recupero delle culture locali, dall’altro. È questo lo strumento oggi internazionalmente riconosciuto in grado di operare un miglioramento autogeno del sistema turistico; dobbiamo puntare sul comparto agricolo e sulla filiera del territorio, sul valore naturale degli ecosistemi, divenendo protagonisti al di fuori dei meccanismi di comando e controllo, quasi sempre inefficaci. Il turismo esperienziale, dunque, è inscindibile dal paesaggio agrario e rurale della nostra Calabria, quale componente che integra e completa la vasta e diversificata offerta culturale della regione: in tale prospettiva, è chiaro come l’agricoltura, oggi, debba farsi carico di molteplici aspetti anche “esterni alla produzione”, con l’obiettivo di coniugare l’aspirazione della popolazione allo sviluppo e al benessere con la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali, in una logica di armonizzazione di diversi scenari talora conflittuali in termini economici, sociali ed ecologici.

Non a caso, i più recenti orientamenti strategici comunitari individuano nell’agricoltura la sede privilegiata per conseguire la tutela e valorizzazione del territorio, della qualità della vita, del paesaggio e del patrimonio di biodiversità a rischio di erosione, nonché la difesa del suolo e la conservazione della sua fertilità. Il riconoscimento dei benefici ambientali e sociali dell’agricoltura multifunzionale presenta, pertanto, un nuovo paradigma: l’agricoltura non è solo “produzione” ma anche “protezione”, tutela e conservazione delle tracce più profonde della storia e dell’identità di un popolo, che poi sono proprio gli elementi che vuole “incontrare” chi si mette in viaggio. Ritengo che un ruolo determinante per orientare questo processo può essere svolto dal mondo della ricerca. L’Università e, più in particolare il Dipartimento di Agraria, allora, sono fondamentali, in quanto possono mettere ordine alla “lettura” del complesso e ricco patrimonio culturale, eno-gastronomico, naturalistico e ambientale della nostra terra, e orientare i processi e le traiettorie economiche della Calabria.

* ordinario di Pianificazione dei bacini idrografici Università Mediterranea

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