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Giovani e adulti di Ac in ritiro spirituale a Briatico: un momento di spiritualità vissuta comunitariamente

Villa San Giovani, giovani in ricerca sulla santità quotidiana

I soci villesi hanno riflettuto su “Gaudete et exsultate” attraverso brani del Nuovo Testamento: la conversione di Zaccheo, il discorso della Montagna, la lettera ai Romani e le tentazioni di Cristo nel Deserto

di Redazione Web 24/03/2019

di Gianfranco Condiorio - I gruppi Giovani e Adulti di Azione Cattolica della Parrocchia Santa Maria del Rosario – padri Somaschi di Villa San Giovanni, nei giorni dall’8 al 10 marzo 2019, hanno sperimentato, in preparazione alla Quaresima, la pratica degli esercizi spirituali presso la “Casa Sacro Cuore” dei padri Dehoniani di Briatico, in provincia di Vibo Valentia. Guidato dalle parole di padre Fortunato Romeo, preposito della Provincia d’Italia dei padri Somaschi, il gruppo ha meditato sull’esortazione “Gaudete et exsultate” di Papa Francesco declinando quest’ultima attraverso quattro brani del Nuovo Testamento: la conversione di Zaccheo, il discorso della Montagna, il capitolo 12 della lettera di San Paolo apostolo ai Romani e le tentazioni di Gesù.

Il percorso ha accompagnato i partecipanti a riflettere sulla santità sia dal punto di vista personale che da quello più ampio della comunità. Anche il luogo ha agevolato la meditazione e la preghiera: la bellezza del mare e della costa, esempio della perfezione del Creato, ha aiutato i partecipanti a lasciarsi alle spalle le «cose del mondo» per tendere il proprio pensiero e tutti sé stessi verso il Padre. La santità viene spesso e volentieri pensata distante dalla dimensione umana e, per questa ragione, gli uomini tendono a percepirla come qualcosa di irraggiungibile. Papa Francesco invece nella sua esortazione ci introduce al concetto di «santità della porta accanto»: ciascuno di noi può infatti essere santo in quanto «lo Spirito Santo riversa santità dappertutto nel santo popolo fedele di Dio».
 
Anche quando però l’uomo si lascia prendere dalla contingenza e dal peccato, allontanandosi dalla santità, Dio lo invita a cambiare la rotta della sua vita: «Il Figlio dell’Uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Tutto ciò però non potrebbe mai avvenire senza la Grazia salvifica di Dio, che conferisce alle buone azioni umane quel «di più» che serve per renderle tendenti alla perfezione; pertanto Dio non ci chiede grandi gesti, ma di vivere le cose di oI gni giorno da veri cristiani, riproducendo «nella propria esistenza diversi aspetti della vita terrena di Gesù». L’uomo non è mai solo in questo viaggio: «nessuno si salva da solo, come individuo isolato, ma Dio ci attrae tenendo conto della complessa trama di relazioni interpersonali che si stabiliscono nella comunità umana». Friedrich Nietzsche parlava dei cristiani come di persone dal volto stanco e talvolta cinici, idonei a rappresentare la morte di Cristo ma non la Sua resurrezione. In opposizione a questa massima i giovani e gli adulti hanno vissuto questa esperienza con la gioia che dovrebbe contraddistinguere i cristiani anche nella quotidianità, mettendo sempre al centro la condivisione e la fraternità. Pertanto il vero lascito di questa esperienza è il sapere vivere la dimensione comunitaria della spiritualità poichè «l’amore fraterno moltiplica la nostra capacità di gioia» e Dio ci ha dato il nostro fratello per renderci felici.

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