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Adozioni gay, falsi diritti

L’esaltazione dei soli diritti non è mai terminata, perché probabilmente l’evoluzione della specie non ha ancora esaurito la sua parabola discendente verso la debolezza

di Davide Imeneo 08/04/2019

«Condivido che i diritti costituiscono la base di una comunità civile. Ma oggi viviamo in un’epoca in cui si parla sempre e solo di diritti. Lasciatemi dire che i diritti sono sacrosanti e vanno tutelati. Se però continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo. Perché questa “evoluzione della specie” crea una generazione molto più debole di quella precedente». A parlare, nel lontano luglio del 2013, era Sergio Marchionne che, dallo stabilimento di Chieti, delineava una sorta di richiamo morale all’Italia, diventato, secondo l’allora amministratore delegato di Fiat: «Un Paese dove ogni certezza viene messa in dubbio, dove una norma può essere letta in un modo ma anche nel suo contrario, dove la volontà di una maggioranza è negata da un’esigua minoranza…Dobbiamo tornare a un sano senso del dovere, consapevoli che per avere bisogna anche dare».

L’esaltazione dei soli diritti non è mai terminata, perché probabilmente l’evoluzione della specie non ha ancora esaurito la sua parabola discendente verso la debolezza. C’è un peggio che ancora deve apparire all’orizzonte, e questa condizione di disgregazione sociale, di degrado umano, si delinea sempre più come una condizione di schizofrenia esistenziale della persona, di negazione di ogni certezza in favore di un’ideologia. Sta accadendo, ora, con la famiglia.

In nome dell’ideologia dell’autodeterminazione si vantano diritti. Diritti ad essere famiglia senza essere famiglia, ad esempio. È il caso delle unioni civili, “vendute” come matrimoni ( il ministro della difesa, settimana scorsa, ha fatto gli auguri a due donne unite civilmente, definendole « spose » ), e delle convivenze omosessuali, presentate come famiglie... « famiglie arcobaleno » ( espressione usata anche dal vicepremier Di Maio in una lettera inviata ad Avvenire nei giorni scorsi). «Rispetto e accoglienza per tutti, ricorda Bergoglio, ma la famiglia è una sola » , quella formata da una madre, da un padre e dai figli.

Ma, nella simulazione surreale propinata dalla propaganda arcobaleno, ciò che manca alle persone omosessuali unite civilmente per essere “veramente” famiglia, sono i figli. Ecco, perciò, che i figli diventano un diritto, diritto ad averli ovviamente. Così, all’orizzonte della parabola disumanizzante di cui abbiamo parlato prima, ecco apparire lo spettro delle adozioni gay. L’argomentazione a supporto? La famiglia, quella autentica, non è un modello educativo universale. Così parte l’attacco alla famiglia definita “tradizionale”, “arcaica”, “medievale”, mentre vengono esaltate le “famiglie del duemila”, ritratte come luoghi di pace e serena convivenza, dove i figli crescerebbero felici. «Meglio affidare i figli a due uomini, scriveva una paladina arcobaleno su Facebook, anziché lasciarli in preda ai divorzi e alle separazioni che li traumatizzano». Eppure, è utile che si sappia, anche le persone omosessuali unite civilmente, si separano con molta facilità. Ma, pur, di affermare l’ideologia arcobaleno si è disposti a mentire, o a celare la verità.

Un grande inganno viene imbastito davanti ai nostri occhi. Chi riuscirà a smascherare l’ipocrisia dei falsi diritti?

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