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Morosini: «Quello che conta è aver vissuto sempre impegnati sulla via del Bene».

Diocesi di Reggio Calabria, celebrata la Pasqua dello sportivo

di Redazione Web 11/04/2019

Giovedì 4 Aprile 2019, presso la Cattedrale di Reggio Calabria, si è tenuta la “Pasqua dello Sportivo”, organizzata dall’Ufficio Pastorale del tempo libero, turismo e sport dell’Arcidiocesi Reggio Calabria - Bova, dal CONI Calabria e dal CIP Calabria.

Prima dell’avvio della Santa Messa è intervenuto il rappresentante dell’Ufficio Pastorale, Don Nuccio Cannizzaro, che ha salutato i convenuti, i confratelli, i rappresentanti dello Sport e le autorità evidenziando come la partecipazione alla liturgia sarebbe stato un momento significativo in cui ognuno avrebbe avuto modo di confrontarsi con la propria fede, “mai avulsa dalla vita, neanche da quella sportiva”, di cui sottolinea “il connubio inscindibile”.

Significative poi le parole spese da S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini durante l’omelia.

Quest’ultimo ha riflettuto sul fatto che “la religione non è necessaria per essere un bravo sportivo, né per essere una brava persona”, tuttavia “quando la religione è accolta come sbocco e orientamento di vita allora la dimensione religiosa è di grande aiuto per la realizzazione della vita stessa” e, quindi, per il raggiungimento della felicità.

Il viver felice non può essere garantito al singolo, se non attraverso la collaborazione di tutti, la riflessione e il costante riferimento a Gesù e al Vangelo che rendono la quotidianità piena di significato.

L’Arcivescovo richiama alla mente un’immagine presente in San Paolo che paragona la vita ad una corsa nello stadio in cui tutti corrono per conquistare il premio: i corridori devono lottare per vincere nella competizione sportiva così come avviene in campo morale in cui bisogna adoperarsi per vincere la corsa della vita. Del resto, “quello che conta alla fine, quando si chiude il capitolo dell’esistenza e ci si volta indietro, è aver vissuto sempre impegnati sulla via del bene”, dando un senso a se stessi.

S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, quindi, invita a star lontano da falsi idoli, quale la violenza in tutte le sue forme, che impediscono la corsa verso la serenità.

Antidoto a tutto ciò è “piegare” la testa dinanzi ai valori della religione cristiana che invitano all’amore, al perdono, alla riconciliazione e alla solidarietà e al rispetto delle regole, punti di riferimento nella vita come nello sport.

L’Arcivescovo termina il proprio discorso invitando tutti gli sportivi “a fare squadra”, supportati e illuminati da Dio per il raggiungimento di un successo pieno e completo.

Il presidente del C.R. CONI Calabria, Maurizio Condipodero, si riallaccia all’omelia di S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, focalizzandosi sull’importanza del rispetto delle regole in quanto le maggiori agenzie educative, la famiglia e la scuola, mostrano di aver “perso la bussola”. Mondo sportivo e religioso insieme quindi possono contribuire ad evitare che l’uomo compia atti non consoni e si allontani dalla retta via, auspicando quella rinascita fondamentale e quel rispetto vicendevoli necessari per la crescita del tessuto sociale.

“La Pasqua dello Sportivo” si conclude con un parallelismo tra sport e pratica cristiana proposto da Don Nuccio Cannizzaro: “come lo sportivo non può vivere senza praticare lo sport, così il cristiano non può vivere senza celebrare la domenica”, invitando, quindi, tutti ad intraprendere un percorso che recuperi autenticamente il valore della fede.

Antonio Rinaldo

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