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L'iniziativa del Comune di Reggio Calabria attivata grazie alla collaborazione con tre comunità

Inclusione sociale, immobili in comodato d'uso alle parrocchie

di Redazione Web 16/04/2019

Tre immobili in comodato d’uso per progetti di inclusione sociale e per il sostegno alle famiglie disagiate dei quartieri popolari della città Educazione dei giovani, recupero sociale, attività connesse al sostegno nei confronti di situazione di disagio, interventi formativi in ambito sportivo, ludico, all’insegna della sostenibilità ambientale e per la promozione del territorio e delle attività professionali, sostegno alle famiglie con presenza di bambini in condizioni di disagio socioeconomico, supporto minoranze in stato di bisogno, attività per anziani e sostegno contro la solitudine sociale e le difficoltà quotidiane.

Questi gli obiettivi dell’iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale reggina grazie alla collaborazione attivata con tre comunità parrocchiali reggine attive sui territori dei quartieri di Gebbione, San Giorgio Extra – Marconi – Cusmano e Riparo.

L’Amministrazione comunale di Reggio Calabria offre il suo sostegno a tre progetti di straordinario valore sociale in tre popolosi quartieri della Città. Attraverso tre delibere approvate nei giorni scorsi, l’Esecutivo cittadino, guidato dal Sindaco Giuseppe Falcomatà, ha concesso in comodato d’uso, ai sensi della legge 296 del 2003, tre immobili a tre comunità parrocchiali, quella del San Luca Evangelista a Gebbione, quella di Santa Maria della Neve a Riparo e quella di San Giorgio Martire in via Pio XI, per altrettanti progetti di sostegno ed inclusione sociale a persone disagiate.

In particolare alla Parrocchia di San Luca Evangelista, nel popoloso quartiere di Gebbione, è conferito in comodato d’uso un immobile, che attualmente genera una condizione di degrado per il quartiere, per la realizzazione di un centro diurno per il sostegno ai giovani a rischio o in situazioni di emarginazione attraverso progetti di inclusione, di scambio e collaborazione, che valorizzino anche percorsi di dialogo con gli anziani, consentendo ai giovani di sperimentare esperienze di aiuto e di crescita e agli anziani di contrastare la solitudine.

Alla Parrocchia Santa Maria della Neve di Cannavò è conferito un bene, che risulta da diversi anni in stato di abbandono, per la realizzazione di un progetto rivolto in particolare ai giovani della comunità, con percorsi di inclusione sociale in ambiti di intervento di tipo educativo, formativo, sportivo, ludico, della sostenibilità ambientale e per la valorizzazione e la promozione del territorio.

Alla Parrocchia di San Giorgio Martire, nel quartiere di San Giorgio Extra, sono conferiti in comodato i locali adiacenti l’omonima Chiesa, un tempo appartenenti alla ex fabbrica Vilardi, per lo svolgimento di attività che coinvolgono minori, adolescenti e famiglie, anche attraverso l’attivazione di laboratori ludici e formativi per bambini e per adolescenti, nonché attività di supporto alle famiglie in condizioni di grave disagio socio economico, alle famiglie rom o straniere, sportelli di ascolto per le famiglie e contro la dispersione scolastica dei giovani e dei bambini residenti nel popolare quartiere Marconi – Cusmano, in continuità rispetto alle attività già svolte a vantaggio del territorio ed in prospettiva di una implementazione delle stesse attraverso il coinvolgimento di specifiche figure professionali volontarie in grado di fornire adeguato supporto con un approccio psico-educativo e percorsi personalizzati di accompagnamento.

Le tre comunità parrocchiali, che usufruiranno in comodato dei tre beni per i progetti presentati e già in corso di realizzazione, avranno l’obbligo di assolvere a propria cura a tutte le spese, gli adempimenti e gli interventi per la riqualificazione funzionale, messa a norma e manutenzione sia ordinaria che straordinaria degli immobili assegnati, nonché di tutti gli oneri fiscali e spese per utenze e sevizi funzionali all’uso degli stessi immobili per gli scopi pattuiti.

Soddisfazione per l’iniziativa intrapresa dall’Amministrazione comunale reggina, in collaborazione con le tre comunità coinvolte, è stata espressa dal Sindaco Giuseppe Falcomatà che, congiuntamente all’Assessore con delega al Patrimonio Anna Nucera e agli altri membri del suo Esecutivo, ha salutato il provvedimento di concessione.

“La concessione in comodato di questi tre beni – ha spiegato l’Assessore Nucera – rappresenta uno strumento davvero decisivo che ci consente di valorizzare tre beni immobili che risultavano da anni in uno stato di completo abbandono e che, in alcuni casi prese di mira da numerosi atti di vandalismo, generavano situazioni di degrado ambientale in tre quartieri popolosi e popolari della città”.

“Allo stesso tempo – ha aggiunto il sindaco Falcomatà – attraverso la concessione riusciamo a dare un supporto concreto a tre realtà che agiscono quotidianamente nei loro quartieri, costituendo un vero e proprio punto di riferimento per le loro comunità, realizzando progetti di inclusione sociale che determinano tangibili effetti benefici nel tessuto sociale di appartenenza”.

“In questi anni ho avuto la possibilità di visitare più volte le strutture presidiate dalle tre comunità – ha aggiunto il primo Cittadino – toccando con mano ed in prima persona i risultati di un lavoro volontario davvero meritorio, che costituisce un supporto talvolta insostituibile per tanti giovani, per tanti anziani, per tante famiglie che quotidianamente si appoggiano ai servizi offerti dalle comunità, per soddisfare esigenze materiali ed immateriali. Penso alle mense per le famiglie in difficoltà, alle collette alimentari, ai doposcuola per i giovani, alle attività di gioco e di sport per i bambini ed i ragazzi meno fortunati, ai progetti di integrazione per le famiglie rom e straniere, ai progetti di sostegno contro la solitudine degli anziani. Questi contesti virtuosi di inclusione sociale costituiscono per la città un patrimonio di inestimabile valore che, come istituzioni, abbiamo il dovere di favorire e sostenere, affiancando questi percorsi anche attraverso il conferimento di beni che, da simboli di degrado ed abbandono, si trasformano in questo modo in semi di rinascita”.

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