accedi | registrati | 20-11-2019

Calabria, mondo da scoprire. Ma i prof tendono a «scartarla»

Purtroppo non si riesce ad invertire una costante tendenza che vede la Calabria tra le regioni più deboli

di Guido Leone * 06/05/2019

Il turismo scolastico è stato per anni considerato un segmento turistico di scarsa rilevanza economica, tuttavia muove ogni anno grandi numeri aggiudicandosi un posto di rilievo nel panorama di segmenti turistici individuati a livello nazionale. Tra insegnanti e studenti sono circa quattro milioni e mezzo gli italiani che nel corso dell’anno scolastico si spostano per effettuare viaggi d’istruzione, fruttando complessivamente alle casse del comparto un miliardo di euro. Bastano, dunque, queste cifre per comprendere come il turismo alimentato dall’universo scuola possa trasformarsi per l’industria dei viaggi in una opportunità di business importante, soprattutto in considerazione del fatto che il picco dei flussi si registra in periodi di bassa stagione.

Tra le mete più gettonate, invece, cresce l’interesse per altri luoghi, diversi dalle classiche mete di gita, e si preferiscono piccole città alle grandi sia per poter controllare meglio i propri studenti, ma anche perché queste mete hanno costi più bassi e più convenienti. La maggior parte degli studenti in viaggio d’istruzione resta in Italia, quindi con un picco dell’80% tra gli studenti delle scuole medie, e a farla da padrone è Firenze con l’11 % delle preferenze, seguita da Napoli e Roma col 9 %. A seguire Napoli e Palermo. Purtroppo non si riesce ad invertire una costante tendenza che vede la Calabria tra le regioni più deboli perché quasi mai indicate come meta principale di una gita d’istruzione con pernottamento. Infatti, è raro incontrare scolaresche del nord che visitano i nostri luoghi, pur ricchi di storia. La nostra regione viene di fatto bypassata.

Ma ancora più stupefacente è verificare che gli studenti calabresi sconoscono per la maggior parte di loro la Calabria nel suo vasto variegato patrimonio naturale, storico, architettonico. Per non parlare dei tre Parchi e delle oasi naturalistiche della nostra regione. Così anche se la visita è solo una tappa del processo educativo, è tuttavia una tappa di fondamentale importanza che permette di dare contenuto e significato alle lezioni teoriche. Ma se, per esempio, le popolazioni dei 38 comuni che rientrano nel parco

d’Aspromonte non avvertono questa forte identità ancor meno l’avvertono le comunità scolastiche. Noi siamo uno strano Paese perché abbiamo difficoltà a riconoscerci in una unica identità. Voglio dire che quello dell’identità è un altro elemento da tenere presente nel rapporto tra territorio e sistema formativo. Perché dalla qualità di questo rapporto discende anche il problema della scarsa considerazione delle scuole nostrane nella organizzazione dei viaggi d’istruzione che dovrebbero invece essere mirati gli alunni alla conoscenza e alla tutela del patrimonio naturalistico ,storico ,antropologico nelle sue diverse manifestazioni, quale eredità storica regionale.

Ecco perché si ritiene indispensabile presso la Regione Calabria un portale del turismo scolastico, non solo montano, che sia punti di riferimento aperto alle esigenze del mondo della scuola con il quale peraltro interagire, non foss’altro per la capacità delle istituzioni scolastiche stesse di approntare proposte di percorsi, gite e quant’altro frutto della esperienza laboratoriale territoriale che può essere realizzata e quale buona pratica offerta alla conoscenza e alla fruizione delle altre scuole.

E per la valorizzazione del segmento turistico potrebbe rientrare una guida del turismo scolastico promosso sempre dalla Regione Calabria da diffondere alle scuole delle altre regioni italiane per valorizzare l’unicità, l’identità e la tipicità del nostro patrimonio.

* già dirigente tecnico Usr Calabria

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