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Nell’Istituto Teologico Calabro “S. Pio X” di Catanzaro, il 6 e7 maggio si è svolto il convegno "Strutture di peccato in Meridione oggi: ‘ndrangheta e mafie"

Ndrangheta, struttura di peccato

di Redazione Web 09/05/2019

Nell’Istituto Teologico Calabro “S. Pio X” di Catanzaro, il 6 e7 maggio si è svolto un Convegno che ha registrato una vasta eco.
Il Convegno si inserisce in un progetto triennale che ha già toccato: tema di bioetica su Inizio e fine vita e l’universo dei Giovani come protagonisti del cambiamento. Il tema trattato quest’anno è grande attualità: "Strutture di peccato in Meridione oggi: ‘ndrangheta e mafie. «Costruire» un ethos di liberazione al Vangelo".
L’incontro, curato dal Prof. Salvatore Cipressa, Segretario Nazionale Associazione Teologica Italiana per lo studio Morale, si è svolto in due sessioni.
Nella prima giornata dopo i saluti di Mons. Luigi A. Cantafora, Moderatore Istituto Teologico Calabro (ITC), di Mons. Vincenzo Rocco Scaturchio, Rettore Seminario “S. Pio X” e del Prof. Gaetano Currà, la relazione di S.E. Mons. Francesco Milito, Vescovo di Oppido M. – Palmi ‘Ndrangheta e mafie: strutture di peccato dal Meridione al Mondo. Le relazioni delle Corti d’Appello della Calabria, fonti per una lettura socio- pastorale è stata una sorta di mappatura documentata della situazione. Nel pomeriggio la relazione «Costruire» un ethos e una pastorale radicati nel pensare e nell’agire del Vangelo oggi in Calabria e nel Meridione del Prof. Michele Mazzeo, ofmc, Docente di Scrittura ha offerto una serie di elementi di discernimento e piste di impegni suggerite dal Vangelo.
La seconda giornata è stata aperta S.E. Mons. Vincenzo Bertolone, Presidente CEC, Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace su Formare teologicamente operatori di comunità testimoniali. Il “punto di vista” di un Pastore. Il Vescovo ha presentato la cultura delle mafie come vera struttura antropologica distorta; e «come una zizzania, gettata nel campo vicino, non l’effetto ma la causa del male». Ha poi rinviato alla figura del prete-martire Don Pino Puglisi, come modello vero che ha lavorato sul piano dell’accoglienza, della condivisione, della formazione. Il Prof Antonio Bomenuto ha illustrato la sua forte esperienza di cappellano delle carceri minorili.
Un intervento in video-conferenza Dott. Roberto Di Bella, Presidente Tribunale per i Minori di Reggio Calabria è stato particolarmente seguito e coinvolgente. Il racconto del magistrato, che ha spaziato sul tema Liberi di scegliere: l’orientamento giurisprudenziale del Tribunale per i Minori, è stato un avvincente spaccato di esperienze e di interventi volti a dare un futuro positivo ai ragazzi figli o legati a famiglie mafiose: un percorso nuovo, ricco di frutti.
Gli studenti hanno partecipato attivamente anche con laboratori di studio. Le conclusioni sono state affidate al Prof. Giorgio Andolfi.

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