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Per il 21esimo congresso nazionale che si svolgerà a Roma il 24 maggio, la rete per i servizi al volontariato si focalizza sul lavoro volontario degli stranieri

Il Csv nazionale racconta l'impegno degli immigrati

di Redazione Web 14/05/2019

Gli immigrati fanno volontariato come gli italiani e con gli italiani, perché si sentono non solo cittadini, ma con-cittadini. Essi non sono un peso per la collettività, ma una risorsa E questo loro impegno civile merita di essere conosciuto. Con questa finalità il Centro di servizio per il volontariato dedica il 21° convegno nazionale dei centri interculturali al tema “Immigrati con-cittadini. Buone pratiche per la vita comune”. L’appuntamento è per il 24 maggio, dalle 9 alle 18, nell’aula magna dell’Università Roma Tre a Roma. Nel corso della giornata di lavori sarà possibile incontrare i migranti che singolarmente, in gruppi spontanei o nelle associazioni si prendono cura delle città e dei beni comuni, propongono arte, sport, cultura, formazione per adulti e bambini, creando occasioni di dialogo interculturale e arricchendo la comunità di conoscenza e relazioni. Ci saranno di Akpeje Labilè e Biam Combey Tevigan, volontarie in Africa: grazie all’associazione Maison de la femme, nel cuore di Lomé, in Togo, insegnano alle concittadine più povere e analfabete. Soulayman Sangore e Abdo Ageza sono tutor volontari di Sport senza frontiere. Anche Ihab Talaat è un egiziano, ha 35 anni ed è redattore volontario di “Radio web on the move” di Casa Scalabrini 634. Ci sono poi i Bhangra Brothers, sei indiani del Piunjab, che dal 2010 propongono corsi di danza gratuiti. Babakar ha 24 anni e viene dal Senegal. Durante la settimana lavora, ma il sabato fa volontariato, insegnando nel laboratorio “Taglia e cuci in tutte le lingue del Mondo”. C’è poi Monica, messicana, laureata in Italia, volontaria dell’associazione Dialogo di Aprilia, con la quale dallo scorso anno gestisce il sabato un laboratorio di italiano per una decina di bambini di diverse nazionalità. Roberto Ademi ha 28 anni, è nato e cresciuto nel campo del Casilino ‘900, oggi sbaraccato. In due biblioteche del Comune di Roma, a San Basilio e Ponte Galeria, con “Letture ad alta voce” invoglia bambini e genitori a scoprire il valore la lettura dei libri. Con Tariana Diogo, angolana, portano anche i libri nelle case. A portare la sua testimonianza sarà anche Mamadou Diallo, 25 anni, originario della Guinea: fa il servizio civile presso l’associazione Ciao (Centro per l’integrazione, l’accoglienza e l’orientamento) nella periferia di Acilia. Diallo è un informatico e sta lavorando alla pagina web del Ciao, inoltre è animatore della squadra di calcio “Resto del Mondo”.

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