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I rapporti tra Costantino Sgambati e il clan dei Bellocco di Rosarno

Le «piazze» romane della droga in mano ai calabresi

di Redazione Web 21/05/2019

Diciotto arresti per un giro di traffico di droga milionario che da Montespaccato riforniva di cocaina Roma e altre piazze italiane, con solidi legami con le mafie. Il blitz della Direzione distrettuale antimafia, ha portato a 18 arresti e disarticolato il gruppo a capo del quale c'era il 42enne Costantino Sgambati, già in carcere perché condannato a 16 anni in abbreviato per associazione a delinquere dedita al traffico di droga.

Durante le indagini, gli inquirenti della guardia di finanza hanno scoperto, in Via Santini, a Montespaccato, un arsenale nascosto con Kalashnikov, fucili a canne mozze e a pompa, mitragliatori Skorpion, silenziatori, 6 chili di esplosivo ad alto potenziale, 5 detonatori e un giubbotto antiproiettile.

Secondo chi indaga le armi non erano utilizzate dal gruppo di Sgambati ma erano piuttosto un "favore" fatto a personaggi di spicco della ndrangheta con cui la banda aveva stretti legami. Accertati anche i rapporti tra il gruppo e la mafia romana dei Casamonica oltre a quelli con ndrangheta e sacra corona unita.

In particolare, durante le indagini, sono emerse le relazioni del boss con la cosca dei Bellocco, di Rosarno (Reggio Calabria), come dichiarato da due collaboratori di giustizia, e con il pregiudicato Renato De Giorgi (classe 1968), di origini brindisine, vicino al clan Coluccia, della sacra corona unita.

Secondo chi indaga, Sgambati esercitava nei confronti dei suoi un potere "dispotico", con minacce e aggressioni in caso di scarsa "produttività" della piazza di spaccio di competenza o quando scopriva ammanchi di denaro nei conti del gruppo. La guardia di finanza ha sequestrato alla banda oltre cento chili di cocaina e 143 di marijuana, mentre l'arsenale di Via Santini è stato scoperto nel 2016 e successivamente attribuito al gruppo.

Nella stessa giornata, una seconda operazione antidroga è stata portata a termine tra Calabria e Campania, con gli stupefacenti destinati in Sicilia

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