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Tutte le indicazioni in vista dell’appuntamento previsto per oggi: come votare e quali saranno gli effetti della volontà popolare

Brexit, sovranisti e paura: insidie del 26 maggio. Oggi si vota

di Redazione Web 26/05/2019

Nella primavera del 2019 si terranno le none elezioni europee per il rinnovo dei deputati che rappresentano i paesi membri dell’Ue all’interno dell’Europarlamento di Bruxelles. Il Parlamento europeo è l’unica istituzione europea i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini. Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa che vi verrà consegnata al seggio, un segno X sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta.

Si possono esprimere fino a tre preferenze per candidati della stessa lista. Nel caso si esprimano tre preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso pena l’annullamento. Con la nuova proroga della Brexit dal 12 aprile al 31 ottobre Londra si trova costretta ad eleggere i suoi rappresentanti all’Europarlamento. Al di là dei disagi logistici (ed economici), significa riportare a 751 gli eurodeputati a svantaggio dei 27 eletti chiamati a sostituire i britannici in caso di Brexit: il loro seggio verrà “congelato” fino all’uscita effettiva del Regno Unito. Lo scrutinio inizierà per tutti in maniera contemporanea a partire dalle ore 23.00 di domenica 26 maggio. Saranno chiamati alle consultazioni elettorali tutti i cittadini aventi diritto al voto di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea (circa 400 milioni di persone). Sarà la nona volta che i cittadini dell’UE si recheranno alle urne per eleggere i rappresentanti del Parlamento europeo. Le prime elezioni a suffragio universale si sono tenute nel 1979. In 4 stati (Belgio, Cipro, Grecia, Lussemburgo) è obbligatorio recarsi alle urne mentre in tutti gli altri è facoltativo.

Gli italiani andranno a votare per eleggere i deputati che andranno a comporre il Parlamento europeo per i prossimi cinque anni e rappresenteranno gli interessi dei cittadini dell’Unione europea. Per legge ogni Stato membro può eleggere al massimo 96 europarlamentari e come minimo 6. Soltanto la Germania al momento ne elegge 96 mentre nel 2014 l’Italia ne eleggeva 73, come il Regno Unito e uno in meno della Francia.

Il 7 febbraio 2018 il Parlamento ha votato a favore di una riduzione del numero dei suoi seggi, che passerebbe da 751 a 705 dopo l’uscita del Regno Unito dall’UE (marzo 2019). Il numero dei deputati di uno stato membro è calcolato in base alla sua popolazione.

I risultati elettorali influenzeranno anche l’elezione del Presidente della Commissione europea: è la procedura del “candidato principale” (Spitzenkandidat).

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