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Nel centro di ascolto Scalabrini di Reggio Calabria si occupa di consulenza legale per i migranti

Storie di accoglienza, l'avvocato congolese che aiuta gli ultimi

Valentin Munanga è arrivato dal Congo nel 1994 e si è stabilizzato a Reggio Calabria

di Redazione Web 28/05/2019

Pubblichiamo la testimonianza di Valentin Munanga, congolese di origine, in Italia da 25 anni

Ho lasciato il Congo 25 anni fa per emigrare in Italia e da allora sono residente a Reggio Calabria. Questo lungo periodo mi ha consentito di integrarmi nella nuova realtà. Ho avuto le mie difficoltà e ho affrontato le situazioni critiche del trapianto, ma ho avuto anche l’opportunità di conoscere a fondo la cultura occidentale e mi sono diventate familiari le problematiche sociali di questa terra italiana, che mi ha accolto come immigrato.


Nel corso degli anni, in modo particolare, ho potuto studiare le normative che regolano le questioni d’immigrazione e d’assistenza sociale, acquisendo la competenza necessaria che è un presupposto indispensabile per affrontare le diverse pratiche, a volte cavillose e complesse. Tutto questo in vista di produrre un’opportuna soluzione legale ai molteplici quesiti che sorgono nell’ambito migratorio.

La mia esperienza si è formata, ad esempio, in occasione dei consistenti flussi migratori che in questi anni hanno interessato la città di Reggio Calabria. Nel 2011, sollecitato dal parroco di Sant’Agostino, con vero entusiasmo, a titolo gratuito come volontario, ho cominciato ad offrire la mia preparazione e la mia consulenza alle persone che si rivolgevano al Centro d’Ascolto per immigrati, ospitato nei locali della parrocchia gestita dai Missionari Scalabriniani.

Da allora non ho più smesso di rendermi partecipe, giorno dopo giorno, di situazioni di sofferenza e di disagio di migliaia di uomini e donne. Si è trattato, e ancora oggi si tratta di immigrati giunti a Reggio Calabria da Paesi lontani dell’Africa, dell’Asia, dell’Est Europeo e persino da alcune zone dell’America.

Tre giorni alla settimana – martedì, giovedì e venerdì – giungono al Centro “Scalabrini” stranieri residenti o immigrati in transito che appartengono a varie etnie, culture e credo religioso. Ognuno di loro si presenta con un bagaglio di domande, di dubbi e soprattutto di speranze, aspettando che la mano amica del Centro d’Ascolto trovi un’adeguata risposta alle loro questioni.

Le gravi problematiche che affronto ogni giorno mi impongono ritmi di lavoro molto intensi, a tal punto che a volte ho paura di non riuscire a fronteggiare tante emergenze. Ma lo spirito di solidarietà cristiana, che anima la mia azione nei riguardi di tanti fratelli e sorelle meno fortunati di me, mi aiuta quotidianamente a superare le fasi di stanchezza e gli ostacoli che non mancano di riempire questa intensa attività.

In effetti, la stima reciproca, la bella collaborazione e il rapporto umano, di amicizia e di sostegno, con gli altri volontari del Centro “Scalabrini” rigenera lo spirito e regala nuove energie. Sono contento di offrire il mio servizio in questo Centro e mi piacerebbe che anche molti altri condividessero con noi la gioia del volontariato e dell’amicizia, che allarga gli orizzonti e ci fa sentire tutti membri dell’unica famiglia nella diversità dei popoli e delle culture.

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