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Prova davvero opaca dei neroarancio contro un'ottima squadra allenata dall'ex Ansaloni.

La Viola tracrolla contro Ferentino (76-89)

di Federico Minniti 28/11/2016

Ferentino passa al Calafiore, 76-89, e la Viola non riesce a ritrovare la vittoria che manca da quattro turni affondando nei bassifondi della classifica, occupando da questa sera, sempre di più, un ultimo posto che anche per gioco è meritato da una squadra senza contenuti in attacco e fragilissima in difesa. Non si può vivere di solo Radic (24 punti e 16 rimbalzi), ma Paternoster nei quarti decisivi "dimentica" sia Legion che Lupusor preferendoli a Marulli e Micevic. Tra gli ospiti grande performance di Musso, Imbrò e Gilbert. 

Scelte. Le sorprese iniziali sono tutte di Paternoster: Caroti, Guaccio e Falluca in quintetto assieme ai “soliti” Legion e Radic sparigliano non poco le carte in tavola. Il resto lo fa la difesa neroarancio con i continui cambi sui giochi offensivi di Ferentino, in tenuta classica con Imbrò, Musso e Gilbert esterni e Raymond e Gigli nel pitturato. 

Primo periodo. Il piano partita del coach lucano non fa una grinza, portandosi a metà del primo quarto avanti nel punteggio (10-9), con la Viola, però, già in bonus. Se le maglie neroarancio in difesa si allargano i gigliati puniscono dalla lunga con gli specialisti Gilbert e Musso. La Viola ha la faccia giusta che si traduce con i cinque punti in fila di capitan Fabi subentrato in corso d’opera (17-14). Massimo vantaggio neroarancio con Legion che conclude col sesto punto personale dopo due recuperi consecutivi e l’ex Ansaloni è costretto al primo time-out sul 23-16. Paternoster gioca a Risiko e schierando il jolly Lupusor, il quale trova la tripla del nuovo momentaneo massimo vantaggio (+8). Viola che chiude avanti, 26-20, ma il dato più importante è quello dei falli fatti: 8 penalità personali distribuiti nei 9 atleti impiegati (entrati anche Taflaj e Marulli sul finale). Di sicuro l’aggressività non manca dalla parte degli uomini in canotta bianca.

Secondo periodo. Prima difesa a zona 2-3 per la Viola, prima tripla del quarto per Musso. Marulli è soft in difesa, Sabbatino lo sa e riporta Ferentino sul -1 (26-25). La Viola si riveste da Mr Hide e sbaglia due “rigori” da sotto-canestro, puniti da Raymond e Carnovali per il 12-0 e il +4 per gli amaranto. Neroarancio che non trovano più la via del canestro con un digiuno prolungato. Fin quando il pivot col frack, Radic non si mette in proprio conquistandosi due tiri dalla lunetta, di cui ne realizza, però, solo uno. Sul rimbalzo dal tiro della carità contropiede fulmineo di Gilbert, che allunga per Ferentino, adesso padrona mentale del campo, con Imbrò che - uscendo da time out - beffa a rimbalzo un Caroti disorientato. Gilbert e Musso mettono divario (+10), con una Viola ad armi spuntate, che pesca Guaccio per sbloccarsi dall’arco (34-41). Gigli e Legion scrivono i parziali del primo tempo. All’intervallo lungo si va sul 36-43. 

I numeri. Per la Viola la consueta prova robusta di Radic (7 punti con 6 rimbalzi), bene anche Legion con 10 punti e l’83% dal campo. Per Ferentino prestazione super per Bernardo Musso (13 punti il 71% dal campo) e Gilbert, vicino alla doppia cifra (9 punti e 3 assist). 

Terzo periodo. Parternoster al rientro schiera quello che dovrebbe essere lo starting-five, risposta speculare di Ansaloni. Il risultato è la rubata e il contropiede di Musso, bissato da un pick’n’roll ultimato da un puntuale Gigli. La Viola molle in difesa rimane con la palla ferma in attacco (+11 per gli ospiti). Legion prova a tenere a galla i neroarancio con un parziale di 5-0 interrotto dalla tripla di Imbrò in faccia ad un imbambolato Marulli, che poi la combina grossa facendosi fischiare un antisportivo su Musso che perdona la Viola con 0/2 ai liberi. La Viola è troppo poca cosa e nonostante l’1/4 dalla penalità degli ospiti, trovano il +13 con Gilbert dall’angolo. Per la Viola è uno contro cinque in attacco e per Ferentino è tutto troppo facile con l’ennesima tripla di Carnevali e Gilbert (41-60). Viola che trova il settimo punto nel quarto cruciale con l’ennesimo isolamento, questa volta a segno con Radic. L’asse serba con Micevic prova a tenere in piedi la Viola, ma lo spettacolo in difesa è indecoroso. 48-64 all’ultimo intervallo e primi fischi al PalaCalafiore.

Quarto periodo. L’ultimo quarto riparte da Radic(6 punti in fila), ancora lui l’unico a tenere a galla la squadra di casa che pesca il quinto fallo di Marulli, autoesclusosi dalla partita. La frenesia comporta a difese sempre più sommaria con la tripla in solitaria di Imbrò. Paternoster getta nella mischia Legion. Ma è sempre Radic-show segna subisce il fallo e realizza il tiro libero supplementare (57-68). Raymond dispensa pallacanestro nel deserto difensivo della Viola, Ferentino riallunga +15 a metà ultimo quarto. Non funzionano le rotazioni di Paternoster e neanche i time-out. Caroti ha la voglia della sua età e prova con due canestri da rubati a rendere meno amara la sconfitta dei neroarancio riducendo a 1:43 lo svantaggio a -10. La Viola esce comunque malconcia dal parquet con un generoso 76-89, con Ferentino col freno a mano tirato negli ultimi cinque minuti. 

Partita in ghiaccio. È bastato un sorpasso a Ferentino per mettere le mani sul volante della partita. Una sconfitta che rispecchia assolutamente la differenza tecnica fra le due squadre. Con un’aggravante per la Viola: alcuni singoli hanno deciso di autoescludersi dal match, altri non ci sono mai entrati e Paternoster in alcuni casi è sembrato essere preso più da cambi puniti piuttosto che nella lettura di una partita che si presentava difficile ed è diventata impossibile. I fischi del PalaSport commentano una partita giocata davvero male.

Viola Reggio Calabria - Basket Ferentino 76-89
Viola - 
Radic 24, Taflaj, Lupusor 3, Legion 18, Caroti 8, Fabi 11, Guariglia, Guaccio 3, Marulli 4, Micevic 5, Falluca
Ferentino - Musso 17, Gigli 14, Sabbatino 1, Imbrò 17, Gilber 21, Carnovali 6, Benvenuti 6, Raymond 7

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