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Il movimento interviene nel dibattito pubblico all'indomani delle dichiarazioni dei magistrati Musolino e Bombardieri

ReggioNonTace: «Antimafia? Serve partecipazione»

di Redazione Web 12/06/2019

Pubblichiamo integralmente la nota del movimento ReggioNonTace:

Perché possa proseguire con successo il processo di democratizzazione/liberazione dei cittadini, il Movimento Reggio Non Tace, secondo il suo stile, intende partecipare, senza pregiudizi, e senza intenti polemici, al dialogo che si sta sviluppando in città anche a seguito della recente intervista rilasciata dal Procuratore Bombardieri.

Per questo è utile ribadire uno dei punti cardine della nostra identità: “Sin dalla nascita del Movimento ci siamo posti come cittadini, con storie e appartenenze diverse, che intendono partecipare attivamente alla vita pubblica riappropriandosi di spazi che certa politica ha progressivamente tolto nella nostra Città, nella nostra Regione e nel nostro Paese” (da “Uno stile antimafia” - RNT).

Cosa implica la partecipazione? Per chi vive a Reggio essa non può limitarsi nel tempo alle consultazioni elettorali e nello spazio alla eventuale chiamata nelle segrete stanze o all’accesso a passerelle auto-celebrative, ma non efficaci. Partecipare ci fa protendere verso due direzioni.

La prima di esse è l’agire consapevole dei cittadini che operano per la Cosa Pubblica come la vera, libera ed autentica “cosa nostra”. Per questo abbiamo operato e continueremo ad agire – senza rivendicazione di primogeniture o pretese di esclusività – perché divenga normale e quotidiana la pratica della effettiva applicazione di tutti gli strumenti di partecipazione popolare, già previsti dallo Statuto Comunale, nella convinzione che non è più possibile delegare ai soli partiti il governo dello Stato o della Città. Nelle realtà che, come la nostra, sono pervase da infiltrazioni, contiguità o connivenze con la criminalità organizzata e poteri forti e occulti, è indispensabile che gli amministratori abbiano come interlocutori privilegiati i cittadini sovrani. Solo così potranno non sentirsi isolati, garantendosi l’antidoto contro ogni veleno antidemocratico.

La seconda direzione è il contrasto alla ‘ndrangheta e il sostegno alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine. Non ci riconosciamo nell’Antimafia “ubbidiente, cerimoniosa, attratta dal potere…, più attenta all’estetica che all’etica,… finta, che fa solo affari,… un’Antimafia ammaestrata” (Attilio Bolzoni, L’antimafia docile e oscurantista, in Repubblica del 4 marzo 2015). Da tempo Reggio Non Tace ha definito il proprio stile anti’ndrangheta: «Camminare insieme a chi non accoglie al proprio interno persone colluse, indagate o vicine agli ambienti ‘ndranghetisti; rimanere espressione della società civile, “senza etichette”; non avere nessun legame né con lobby e consorterie varie; impegnarsi personalmente e gratuitamente, senza delegare e senza nessuna richiesta di sovvenzioni o di fondi pubblici e privati».

A questo stile della più assoluta gratuità ci siamo sempre ispirati e ci ispiriamo; queste scelte di metodo saranno certamente più di aiuto che da freno al risveglio delle Coscienze condizione indispensabile per avviare un dialogo basato sulla libertà, trasparenza e autenticità.

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