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Incontro al Ferraris sul diritto pubblico che passa a rassegna la riforma al voto domenica

Costituzione e Cittadinanza, lezione e dialogo con Rauti

di Redazione Web 02/12/2016

All’ITE "Ferraris" reggino, quest’anno presieduto dalla Dirigente scolastico, Giuseppina Princi, si è tenuta una lezione qualificata di Diritto Pubblico con l’esame rigoroso della riforma della Costituzione, uniti alla viva partecipazione degli studenti di quinta classe, impegnati nel prossimo futuro alla verifica della loro maturità culturale e professionale con l’Esame di stato, ed oggi messi alla prova dell’esercizio della cittadinanza libera, consapevole e responsabile con la partecipazione democratica al voto per il Referendum, dal titolo La Costituzione Italiana al bivio delle riforme. La difficoltà della scelta. Il professore Alessio Rauti, Docente di Diritto Pubblico presso il DIGIEC dell’Università Mediterranea, con equilibrio critico e pensosità di studioso, ha rimarcato la positiva opportunità di crescita civile legata all’occasione di “parlare di Costituzione” tra gli italiani tutti, troppo spesso divisi sulle questioni fondamentali per la vita comune del Paese. Ha quindi presentato il valore della Carta nell’Italia repubblicana e democratica, delineando l’evoluzione del Testo originario e gli orientamenti istituzionali del progetto di Riforma. Si è cominciato con la chiarificazione dei temi di fondo ad es. su dittatura e democrazia, sovranità, diritto di voto, crisi della politica e partiti, rappresentanza politica e territoriale, vincolo di mandato.
Rispetto al clima di incertezza e preoccupazioni sollevate dalle domande introduttive dei giovani, che riaccreditano la maturità di molti di loro, secondo il Docente i principi fondamentali irriformabili, la forma repubblicana e democratica devono rimanere i criteri di interpretazione e di verifica della legittimità e bontà delle singole proposte riformatrici. Sono stati presi in esame tutti i vari capitoli centrali, dalla formazione delle leggi, … alle “spese” per la politica da considerare in democrazia non solo un “costo” ma la necessaria risorsa per la “costruzione della buona politica” e garanzia per la partecipazione di tutti. Vivo l’interesse da parte degli studenti sulla portata del Referendum, sui pericoli “autoritari” o sul rafforzamento della democrazia, sul ruolo dei partiti e dei sindacati, sui limiti e le potenzialità del progetto costituzionale, oggetto sia di apprezzamenti che di riserve tecniche. Perché, è emerso che per il costituzionalista, la stessa formulazione proposta presuppone soluzioni ora “apprezzabili” ora “fragili”, ancora aperte a indispensabili precisazioni legislative nella fase attuativa alla quale si rinvia.
Ricordando ai giovani con il padre costituente P. Calamandrei che “una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica”, si è sperimentata una bella lezione e discussione di respiro storico e di etica pubblica costituzionale, che è stata frequentemente invocata.
Alle nuove generazioni che si formano per l’ingesso nella società e nelle professioni, si è lanciato l’appello a metterci lo studio serio, l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere le promesse e le speranze che possono rinascere in un ideale pellegrinaggio dove è stata generata la Carta dei grandi valori comuni: “sulle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, con il pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”. Ricordando sempre che la Costituzione deve costituire come un faro, una sorta di “Bibbia dei laici” per imparare a vivere e ad agire più consapevolmente nella nostra società.
Una considerazione conclusiva di grande valore formativo per i giovani è emersa con chiarezza, nel senso che il “sistema politico-costituzionale può migliorare ma, oltre le riforme tecniche, occorre sempre alla base una buona etica politica e politici-amministratori con la coscienza retta e la schiena diritta”. Anche un incontro scientifico sulla Costituzione a livello giovanile, diventa un segno credibile della responsabilità delle Istituzioni educative di contribuire all’attuale travaglio storico, alla rinascita sociale di Reggio ed alla costruzione della speranza a partire dalle nuove generazioni.

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