accedi | registrati | 9-12-2019

Un viaggio nei servizi del Cereso, un’oasi di solidarietà nata dal cuore dell’arcidiocesi, però l’Asp può coprire soltanto il 50% dei costi sostenuti

Comunità terapeutiche, budget ridotto e ritardi nei pagamenti

di Redazione Web 26/06/2019

di Angela Modaffari * - Il Centro Reggino di Solidarietà (Cereso) è una delle Comunità Terapeutiche che nel territorio dell’Asp di Reggio Calabria operano in favore di circa 130 persone con problemi di tossicodipendenza.

Il Cereso in particolare nasce nel 1991 per occuparsi del recupero e la riabilitazione di soggetti con dipendenza patologica, attraverso due strutture, la Comunità terapeutica residenziale “Archè”, deputata alla disintossicazione seguendo la metodologia di Progetto Uomo, in uso in tutte le strutture aderenti alla Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), ed il Servizio Semiresidenziale “Don Tonino Bello”, centro diurno creato appositamente per il trattamento dei disturbi correlati non soltanto all’uso di sostanze, ma anche delle cosiddette “nuove dipendenze”, tra le quali internet, vi- deogiochi e gioco d’azzardo.

Nel servizio residenziale ad oggi sono occupati tutti i 15 posti letto accreditati, con una importante lista di attesa, mentre nel servizio diurno, an ch’esso completo, sono attualmente in carico 20 utenti. Nel 2018 in comunità residenziale sono stati inseriti, su richiesta del Sert di Reggio Calabria 14 nuovi utenti, di cui 6 con provvedimenti giudiziari; nel 2019 altri 8 utenti.

Nel 2018 il servizio semiresidenziale, come centro d’ascolto, ha gestito circa 170 contatti, di cui 16 utenti presi in carico su richiesta del Sert di Reggio Calabria, di questi 6 con provvedimenti giudiziari; nel 2019 altri 8 utenti, di cui 2 con provvedimento. Sempre nel 2018 il servizio ambulatoriale del Cereso per il gioco d’azzardo ha ricevuto 83 contatti e ha preso in carico 43 giocatori patologici con le rispettive famiglie.

Un numero importante degli utenti arriva presso i nostri servizi con provvedimenti giudiziari correlati al loro status di tossicodipendenti. I servizi come il Cereso operano in funzione di un budget annuale, assegnato dalla Regione che lo trasferisce all’Azienda sanitaria competente per territorio che dovrebbe erogarlo ai servizi accreditati. Un budget che non è neanche sufficiente a coprire il 50% dei posti letto necessari e che pure viene erogato con ritardi abnormi ed incomprensibili.

Ad oggi, ad esempio, i servizi per le tossicodipendenze dell’Asp di Reggio Calabria vantano crediti risalenti al maggio del 2018, oltre un anno fa. Un ritardo dovuto ad incomprensibili motivi burocratici, ed in particolare all’assenza di un funzionario addetto alle liquidazioni. Ed ora la possibilità del dissesto, richiesto dai Commissari, rischia di ritardare ulteriormente i pagamenti. Una eventualità che porterebbe questi servizi a chiudere le proprie attività nel giro di un paio di mesi.

Peraltro un primo effetto delle difficoltà dell’Asp già si è avuto nel servizio concreto di ogni giorni: dal mese di maggio 2019, il laboratorio analisi del Servizio pubblico per le dipendenze, al quale ci rivolgiamo per gli esami tossicologici, ha comunicato dei disservizi riguardo l’erogazione delle prestazioni, pertanto le comunità dovranno contattare il laboratorio prima di poter usufruire, poiché potrebbero non esserci le condizioni. Una situazione che sta ponendo già da ora in serissima difficoltà le comunità e che rischia di riportare sulla strada oltre 150 persone con gravi problemi di dipendenza patologica, vanificando in un attimo tutto il lavoro svolto sino ad oggi.

* psicologa e responsabile Servizio Diurno Cereso
 
 
La foto è di Aurelia Arito - https://oltrelanotizia.wordpress.com/

Partecipa alla discussione

Esegui il login
Copyright 2016-2019 © avveniredicalabria.it | Tutti i diritti sono riservati | Responsabile: Davide Imeneo
Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova | Via Tommaso Campanella, 63 – 89127 Reggio Calabria
Credits Web Agency a Reggio Calabria - Arti Creative