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La corsa verso il riconoscimento di particolari forme di autonomia a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sta uscendo dalla fase di stallo del dibattito politico

Regionalismo, «geometria variabile» favorirà le infrastrutture?

di Redazione Web 10/07/2019

Nella nebulosità che avvolge i dettagli della concertazione, tra le richieste, contenute nell’intesa sottoscritta tra il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e i governatori delle tre regioni del nord, che non sono state ancora definite dai ministeri di riferimento, c’è proprio quella in materia d’infrastrutture.

La Lombardia chiede che siano retrocesse al demanio regionale le infrastrutture ferroviarie, autostradali e stradali. Alla Regione spetterà la gestione delle tratte della rete ferroviaria, la concessione di costruzione di autostrade e la definizione degli importi massimi delle relative tariffe. In quanto alle ferrovie, per garantire il coordinamento con i servizi nazionali e internazionali è prevista un’Intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Anche sul fronte delle infrastrutture aeroportuali e portuali la Regione chiede allo Stato di subentrare in qualità di concedente nella concessione di gestione.

Chiede anche che le venga riconosciuta la competenza amministrativa per l’approvazione delle infrastrutture strategiche ricadenti all’interno del suo territorio. Sul fronte finanziario, la Regione ha chiesto l’attribuzione del finanziamento del trasporto pubblico locale attraverso l’assegnazione del gettito delle compartecipazioni ai tributi erariali o delle riserve delle aliquote sulla base imponibile dei medesimi.

Infrastrutture e impianti trasferiti al demanio regionale, programmazione e gestione delle tratte, previsione di intese volte al coordinamento con lo Stato, anche per il Veneto. A differenza della bozza di accordo con la Lombardia, il finanziamento del trasporto pubblico locale viene, però, subordinato, alla definizione di livelli adeguati di servizi uniformi sull’intero territorio nazionale. Alla Regione, in altre parole, passano le concessioni e gli utili che ne derivano e lo Stato, cioè tutti gli altri cittadini delle altre regioni, continua a metterci i soldi. Il Veneto propone il perimetro della circoscrizione territoriale dell’Autorità di Sistema Portuale del

Mare Adriatico Settentrionale nata nel 2017, che riunisce le realtà portuali di Venezia e Chioggia all’interno di un unico sistema amministrativo. Al suo interno la Regione può istituire delle Zone economiche speciali (Zes), o ad economia differenziata, anche a titolo di compensazione per i disagi ambientali.

Più snella la proposta emiliana che, a differenza di Lombardia e Veneto, non chiede il trasferimento d’infrastrutture e impianti al demanio regionale, bensì il riconoscimento della competenza ad esprimere l’intesa sulla programmazione, localizzazione, approvazione, esecuzione e finanziamento delle opere infrastrutturali ferroviarie e stradali e degli interventi per il trasporto pubblico d’interesse nazionale che riguardino il territorio regionale.

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