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Torna di moda il tema delle «gabbie salariali»: così Lombardia e Veneto volevano raddoppiare gli stipendi rispetto al Sud

Autonomia, lo strappo dei pentastellati su salari e scuola

di Redazione Web 11/07/2019

Finisce tra facce scure e parole minacciose l'ennesimo vertice di governo sull'Autonomia richiesta da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. «Invece di andare avanti si va indietro, i 5stelle condannano il Sud all'arretratezza. Apprezziamo lo sforzo di Conte ma l'unico modo per aiutare l'Italia e il Sud è premiare il merito e punire gli sprechi», commentano fonti leghiste appena concluso l'incontro moderato dal premier Conte.

Ma in M5s non ci stanno a passare come "colpevoli" del nuovo stallo. Il ministro per il Sud Barbara Lezzi svela un altro punto di scontro: «Vogliono reintrodurre le gabbie salariali, alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud. Si torna indietro di 50 anni». Il Carroccio smentisce, e con il ministro agli Affari regionali Erika Stefani rilancia: «Vogliamo sapere se M5s ha cambiato idea, se per loro i referendum di Veneto e Lombardia non valgono nulla». Controribatte Lezzi: «Siete voi che avete cambiato idea, c'eravamo accordato per il fondo di perequazione ma non avete portato un testo».

Tecnicamente, il vertice di Palazzo Chigi è "sospeso" perché i ministri sono al Senato per partecipare o assistere al voto sulle riforme costituzionali. Ma non è detto che oggi ci si risieda intorno a un tavolo. Né è stato fissato un nuovo appuntamento. Le distanze sono notevoli su tutti i temi oggetto di richiesta di autonomia: istruzione, sanità, ambiente, fisco. Conte continua a farsi garante tra le due parti ma il quadro non è positivo.

Il forte scontro sull'Autonomia ha fatto riemergere le voci di voto anticipato. Ma su questo punto Salvini sembra frenare anche per non spaventare il suo elettorato al Sud e Di Maio, così come Conte, pare non temerlo. Le opposizioni intanto attaccano. Fi evidenzia come M5s blocchi l'agenda leghista. Il Pd, con Zingaretti, denuncia il tentativo di «dividere il Paese». Intanto la Regione Campania ha mandato a Palazzo Chigi una propria bozza di intesa per inserirsi nel negoziato allo scopo di frenare le richieste dei governatori del Nord.

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