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Filippo, Engy, Federica e Silvia sono i ragazzi del Servizio Civile della Caritas diocesana di Reggio Calabria - Bova

ArchiEstate, i volontari: «Alla ricerca della vera bellezza»

di Redazione Web 30/07/2019

Eccoci qui alla fine di queste bellissime e intense tre settimane che ci hanno prendere parte all’esperienza estiva di Archiestate, evento dedicato ai bambini del quartiere di Archi di Reggio Calabria. La festa iniziale ha avuto inizio giorno 8 luglio quando con tutti gli animatori , aiuto animatori e le suore siamo partiti con il nostro caro pulmino addobbato diretti all’anfiteatro di Scaccioti per dare inizio alle nostre attività. Abbiamo avuto modo di rivedere i bambini che abbiamo conosciuto durante l’Animazione di Strada e di sperimentarci con loro nei vari giochi che avevamo organizzato. Il filo conduttore di tutto Archiestate 2019 è stato il tema del coraggio, inteso non come forza fisica o prevaricazione, ma come voglia di cambiare , di mettersi in gioco, di essere noi stessi. Da qui il nostro slogan e nostro logo “Tu ll’hai u Curaggiu?” , provocazione che porta con sé anche tanta speranza per questi bambini. Le settimane sono passate velocemente tra mattinate al mare, giochi di squadra nelle strade del quartiere e sensibilizzazione alla cura del territorio e dell’ambiente con il piccolo progetto “Dai colore alla tua Terra 2”. Giorno di particolare importanza è stato il 17 luglio, giorno della gita a Bovalino per incontrare suor Carolina Iavazzo, suora che ha lavorato con Don Pino Puglisi, parroco assassinato dalla Mafia a Palermo nel 1993. Suor Carolina, testimone di vero coraggio, ci ha fatto riflettere sul fatto che non esistono eroi, ma solo persone che fanno del bene e vivono per il bene. Don Pino è stato l’esempio di chi ha dato la sua vita vivendo la Parola di Dio, alla luce del sole, senza paura. Noi ragazzi del Servizio Civile presso il Centro Caritas “Mons. Italo Calabro” abbiamo preso parte all’organizzazione dei giochi e delle serate, ci siamo sporcati di tempera e pittura, abbiamo cantato e ballato , nuotato, corso ma, soprattutto, siamo stati con loro, con quei bimbi che hanno imparato a conoscerci, a chiamarci per nome e a volerci bene.
E’ stato bello abbracciarli, incoraggiarli e richiamarli alle regole quando era necessario. Ogni volta era una scoperta nuova, ogni giorno ci sorprendevano con quei loro occhi e quei loro gesti d’affetto inaspettati. La gioia condivisa con loro ci ha colorato e non solo esternamente. Il clima che ci ha circondato è stato quello di una famiglia, uno squadrone che insieme ha collaborato seguendo un unico obbiettivo: trasmettere il bello. Il bello dello stare insieme, il bello di ridere, il bello di condividere un pasto, il bello di una pacca sulla spalla nei momenti di sconforto, il bello di guardare insieme il tramonto e di sentirci parte di questa nostra terra. La forza che noi 4 volontari abbiamo preso dallo stare insieme durante questa esperienza è indescrivibile.
Ci siamo sentiti responsabili e parte di qualcosa di grande, qualcosa di intenso e allo stesso tempo leggero come la risata dei nostri bimbi. Siamo tornati anche noi un po’ bambini. E allora la fatica scemava, la voglia e la motivazione di “dare il meglio a viso aperto” (come dice la nostra sigla “Voglio Coraggio” dei The Sun) aumentavano. Ognuno di noi ha dato qualcosa. Filippo la pazienza e la perseveranza, Engy l’energia e le risate strane, Federica l’inventiva e l’allegria, Silvia il movimento e la tenacia. E quando la stanchezza bussava alla porta i nostri animatori ci hanno dato coraggio. Loro sono stati per noi un esempio, un punto fermo, compagni di avventura che ci hanno guidato e spinto a dare il massimo e a godere di ogni singolo momento.
Un grazie va alle nostre suore Francescane Alcantarine che hanno partecipato con noi alle attività e giochi. Grazie per aver creduto in noi e averci supportato. Grazie per le merende e le bevande fresche prontamente preparate al nostro rientro dai vari momenti di animazioni. Grazie a suor Elena, porto sicuro e instancabile marinaio di questo veliero color arcobaleno che è stato Archiestate.
La nostra esperienza si è conclusa il 28 luglio con la festa finale, festa che ha regalato tanta felicità e tanta speranza a tutti. Speranza che una società diversa è possibile, perché “chi cambia sé, cambia il mondo”. Speranza che ognuno si senta parte del bello che ci circonda, bello che può essere visto nella semplicità, in un bimbo che gioisce di un goal segnato. L’importante è che ognuno si metta in gioco, ognuno può dare tanto. Ognuno è un piccolo pezzo del mosaico. Tutti lo rendiamo più ricco e meraviglioso. Tutti, nessuno escluso, mai.
E tu? Tu ll’hai u curaggiu?

I ragazzi del Servizio Civile
Filippo, Engy, Federica e Silvia

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