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Si è conclusa l'esperienza estiva per gli adolescente dell'Azione Cattolica della diocesi di Reggio Calabria - Bova

Campo diocesano Acr sulle orme dell'Apostolo delle genti

di Redazione Web 05/08/2019

«Tutti bramano la felicità e aspirano ad essa, ma pochi la trovano perché la cercano là dove non esiste» (San Massimiliano Maria Kolbe).
Queste parole hanno costituito motivo di grande riflessione soprattutto nei giorni in cui noi seminaristi del Seminario Arcivescovile “Pio XI” di Reggio Calabria abbiamo vissuto – su proposta del Rettore don Sasà Santoro ed in continuità con la proposta educativa – il campo dei ragazzi dell’Azione Cattolica Diocesana, nella splendida cornice aspromontana di Cucullaro, presso il Soggiorno San Paolo.
Nella settimana dal 21 al 26 luglio, i ragazzi hanno avuto la possibilità di riflettere e confrontarsi su cosa significhi davvero essere felici attraverso una bellissima esperienza in cui l’ascolto della parola, i sacramenti, le catechesi, il servizio, la condivisione e l’amicizia sono state fonte di incontro con Dio e di educazione al servizio verso il prossimo.
Il tema sviluppato già contenuto nel titolo del campo: “Alla ricerca della felicità” ha avuto ad oggetto quel sogno che abita l’uomo da quando è comparso sulla faccia della Terra: E’ il sogno della felicità! Una felicità diversa da tutto ciò che si riduce a una vuota superficialità. L’ideale di vita del mondo in genere consiste nel potere, nel successo, nel prestigio… Al giorno d’oggi, infatti, “se sei bravo avrai successo, se avrai successo sarai felice”. Parole come debolezza, fragilità ed umiltà suscitano sempre paura...
Durante questa esperienza, accompagnati dalla figura di San Paolo, i ragazzi hanno imparato a prendere per mano e ad accarezzare i propri limiti e le proprie fragilità vedendo in essi non un ‘muro insormontabile’ ma un luogo nel quale Dio compie ed opera sempre meraviglie.
«Ti basta la mia grazia, la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». L’esperienza di Paolo apre ai ragazzi un orizzonte nuovo: riconoscendo ed accettando la nostra debolezza, possiamo pienamente abbandonarci nelle braccia del Signore, che ci ama come siamo e vuole sostenerci nel nostro cammino.
E’ stato bello per noi seminaristi confrontarci con l’assistente don Francesco Marrapodi, gli educatori e gli altri ragazzi. Nell’assistente abbiamo visto un modo specifico di vivere un servizio nella Chiesa; negli educatori la gioia di trasmettere quello che gratuitamente a loro volta hanno ricevuto; nei ragazzi il grande desiderio di incontrare Dio.
Per noi seminaristi il campo è stato un tempo privilegiato di formazione e di apostolato; un’opportunità di servizio e di messa in gioco: fin da subito siamo stati catapultati a ballare e cantare inni dei diversi anni associativi. I ragazzi non si sono tirati indietro, affrontando da protagonisti le attività nei vari gruppi, i momenti di deserto loro proposti e le sfide/gioco contro gli educatori... E tutti abbiamo vissuto una significativa esperienza nella quale abbiamo sperimentato l’amore infinito, gratuito e contagioso di Dio Padre attraverso la bellezza dell’incontro con il Signore e con i fratelli.

Davide Tauro e Narindra Tsiriniaina Urlick

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